Una bambina siriana regge un cartello contro i matrimoni precoci dove si legge: "Papà, dove mi sta portando? Andiamo al parco?". (Foto Rosie Thompson/Save the Children)
in foto: Una bambina siriana regge un cartello contro i matrimoni precoci dove si legge: "Papà, dove mi sta portando? Andiamo al parco?". (Foto Rosie Thompson/Save the Children)

Raw'a, era una ragazza gentile, carina e un po’ timida. Aveva solo 16 anni quando i suoi genitori la costrinsero a sposarsi. Il marito, poco dopo il matrimonio, entrò a far parte del sedicente Stato islamico. Otto mesi dopo le nozze, questa sposa bambina, in preda alla disperazione, decise di togliersi la vita impiccandosi nel bagno della sua casa ad Haas, un paesino nella zona rurale di Idlib, nel nord ovest della Siria. Secondo quanto ha dichiarato la zia, Raw’a era infelice e triste. In più di un’occasione le avrebbe confidato che il marito, un islamista radicale, la picchiava e le proibiva di uscire di casa. Un giorno, la ragazza decise di scappare e di far ritorno dai genitori. Ma la delusione fu terribile. La sua decisione di divorziare fu vista dalla famiglia come un grave disonore e, dopo averla incolpata dalla situazione, la riportarono dal marito. “Si sentiva sola e abbandonata, sentiva che nessuno si preoccupava di lei o della sua sofferenza e così ha deciso di togliersi la vita”, ha affermato la zia.

Il dramma vissuto da Raw’a è comune a tante altre giovani siriane, date in spose dai genitori quando sono ancora bambine. I matrimoni precoci sono diffusi non solo ad Idlib, ma anche in altre zone rurali del Paese. La legislazione siriana stabilisce che l’età minima per contrarre matrimonio è di 18 anni per gli uomini e 17 per le donne. In determinati casi, tuttavia, un giudice può autorizzare le nozze anche con ragazze di 13 anni. Questo avveniva prima dello scoppio della guerra civile. Adesso, nelle zone controllate dalle forze ribelli, specialmente quelle dove il potere delle fazioni islamiste è totale, la legge siriana non viene rispettata. Non è richiesta nessuna autorizzazione giudiziaria e i comitati della Sharia – la legge islamica – sono gli incaricati di celebrare le nozze. E la sposa, spesso, è solo una bambina. La guerra che insanguina il Paese medio-orientale da più di sei anni ha cambiato anche le abitudini sociali. Secondo un rapporto dell’organizzazione umanitaria Save the Children, i genitori vedono le nozze precoci come un modo per proteggere le loro figlie da possibili aggressioni sessuali e un mezzo per superare le avversità della guerra. L'aumento del numero di spose bambine, inoltre, sarebbe legato al'arrivo dei giovani combattenti accorsi in Siria per unirsi alle numerose sigle ribelli.

E' la storia di Marwa, di soli 13 anni. Nata in un piccolo paese rurale della provincia di Idlib, alla sua età dovrebbe andare a scuola, invece vive assieme al marito di dieci anni più grande. L’incubo per Marwa è iniziato quando un miliziano di Jaish al-Fatah, una fazione islamista siriana, ha chiesto la sua mano e il padre, costretto dalla povertà e temendo per la sua sicurezza, ha accettato. Il suo matrimonio è stato celebrato secondo la Sharia e non risulta in nessun registro ufficiale. Sabah è stata un'altra giovane vittima dei matrimoni precoci: costretta a sopportare un marito che non le permetteva di uscire di casa né di avere nessun rapporto con la famiglia, “Era giovane e bella. Amava la scuola, ma l'abbiamo costretta a smettere”, ha raccontato la madre. “Avevamo paura perché dove viviamo non c’era nessuna sicurezza e così l’abbiamo convinta a sposare un uomo ricco”, ha proseguito la donna. Sabah si è tolta la vita a sedici anni con un overdose di antidolorifici.

“Il matrimonio infantile era presente in Siria anche prima della guerra, ma è notevolmente aumentato negli ultimi anni. La povertà, la disoccupazione, la mancanza d’istruzione, le difficili condizioni di vita, oltre alla paura delle famiglie per la sicurezza delle loro ragazze, hanno reso il matrimonio l'opzione più semplice”, ha dichiarato lo psicologico Faten Sweid. Parole confermate anche dall'Unicef. Oggi in Siria le spose bambine sono il 35%, un fenomeno definito del Fondo della Nazioni Unite per l’infanzia “una tendenza preoccupante”. “Per quanto riguarda i matrimoni con minori – ha dichiarato Robert Jenkins, rappresentante dell'Unicef per la Giordania – sono coinvolte quasi esclusivamente bambine. Abbiamo visto un raddoppio nelle percentuali dei matrimoni siriani. Siamo passati dal 16% dei matrimoni di due anni fa al 35% di oggi”. Secondo l'Unicef, i "matrimoni precoci" sono le unioni (formalizzate o meno) tra minori di 18 anni, una realtà che tocca milioni di giovanissimi nel mondo. Sposarsi in età precoce – denuncia il Fondo Onu per l’infanzia – comporta una serie di conseguenze negative per la salute e lo sviluppo. Al matrimonio precoce segue quasi inevitabilmente l'abbandono scolastico e una gravidanza altrettanto precoce. Le spose bambine, inoltre, soffrono di depressione e, come nel caso di Ra’wa e Sabah, ricorrono al suicidio come unica via di fuga.