Ha scosso così duramente il suo bambino di appena sei settimane da arrivare a rompergli 28 ossa. Il piccolo McKenzie Ellis è stato portato al QEQM Hospital di Margate il 23 luglio dell'anno scorso dopo l’incidente avvenuto a casa sua a Broadstairs, nel Kent. Trasferito al Kings College Hospital di Londra, è morto tre giorni dopo. I medici avevano riscontrato diverse fratture alle costole e un'emorragia al cervello. Suo padre, Lee Vernon, 21 anni, ha ammesso di aver ucciso il figlioletto – ma ha affermato di averlo fatto cadere accidentalmente prima di stringerlo “troppo forte”. Vernon, che è stato descritto come "un bugiardo manipolatore", ha negato l'omicidio e le accuse di maltrattamento, ma la giuria della Corte di Maidstone ha respinto la sua tesi e lo ha condannato.

Secondo le perizie mediche, McKenzie aveva subito lesioni multiple, alcune delle quali sarebbero state causate in diverse occasioni. Durante il processo l'accusa ha spiegato che Vernon aveva "intenzionalmente inflitto lesioni non accidentali a suo figlio", provocandogli la frattura del cranio e un’emorragia cerebrale. Sarebbero state inoltre rilevate numerose fratture scheletriche, fratture alla clavicola sinistra, alla caviglia sinistra e all'osso della coscia destra nonché 11 fratture costali". Il procuratore ha affermato che alcune delle ferite subite dal bambino sarebbero risalenti tra una e tre settimane prima della sua morte.

L'ispettore capo investigatore Richard Vickery, capo investigatore senior, ha dichiarato: "È impossibile comprendere la sofferenza subita da McKenzie durante la sua breve vita per mano di suo padre. Vernon ha dimostrato di essere un uomo crudele e codardo dopo aver ferito il suo bambino indifeso che lo guardava con amore. Sono così grato agli esperti medici e al mio team investigativo che, nonostante questo caso sia stato complesso ed emotivo, sono stati in grado di arrivare alla verità su ciò che è accaduto per garantire la condanna di Vernon”. La pena sarà decisa solo successivamente.