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Attentato a Mosca al Crocus City Hall

Putin riconosce che attentato al Crocus è stato fatto da islamisti radicali: “Ma qualcuno ne trae vantaggio”

Il presidente russo Vladimir Putin ha riconosciuto che l’attentato al Crocus City Hall è stato compiuto da “islamisti radicali”, ma è tornato a manifestare sospetti sul ruolo di Kiev: “Dobbiamo rispondere alla domanda sul perché i terroristi hanno cercato di fuggire in Ucraina dopo questo crimine e chiarire chi li aspettava lì”.
A cura di Gabriella Mazzeo
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Vladimir Putin
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L'attacco a Mosca è stato compiuto da "islamisti radicali": lo ha affermato il presidente russo Vladimir Putin, che alla fine ha riconosciuto che l'attacco al Crocus City Hall, avvenuto nella serata di venerdì 22 marzo, è stato compiuto da "terroristi legati all'islam radicale". Lo ha dichiarato in un discorso al popolo russo e al mondo intero, ma ha comunque rilanciato i sospetti nei confronti di Kiev.

"È  assolutamente chiaro che il terribile crimine al Crocus City Hall è stato un atto intimidatorio – ha detto -. La domanda è chi ne trae vantaggio. Dobbiamo anche rispondere alla domanda sul perché i terroristi hanno cercato di fuggire in Ucraina dopo questo crimine e chiarire chi li aspettava lì".

Nel suo discorso alla nazione, Putin ha ammesso che la strage di Mosca è stata eseguita da "radicali islamisti", ma ha comunque puntato nuovamente il dito contro Kiev. "L'attacco è stata un'intimidazione alla Russia e sorge la domanda chi abbia beneficiato di questo", ha aggiunto, accusando gli Usa di voler convincere tutti che Kiev non ha avuto alcun ruolo nell'attentato.

Il presidente russo ha fatto sapere che sarà un'inchiesta ad appurare "chi è il mandante" della strage, sottolineando quanto già annunciato in un incontro con i suoi collaboratori sulle misure da adottare dopo l'agguato, il cui bilancio è salito a 139 morti, mentre un centinaio di feriti rimangono ricoverati in ospedale.

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I quattro attentatori fermati con l'accusa di essere gli esecutori materiali della strage sono apparsi davanti alla Corte moscovita con visi gonfi, occhi tumefatti e addirittura in sedia a rotelle. Le immagini sono state diffuse dalla televisione di Stato e confermerebbero le voci di torture subite dai fermati dopo l'arresto.

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Nel frattempo, il portavoce della politica estera della Ue, Peter Stano, ha ribadito che "non vi è alcuna prova che l'Ucraina sia in qualche modo collegata a questi attacchi" e ha incitato il governo russo a "non utilizzare gli attacchi terroristici a Mosca come pretesto o motivazione per un'escalation". Dello stesso tenore le dichiarazioni di Antonio Tajani. "Putin – ha affermato il capo della Farnesina – non deve utilizzare l'attentato per alzare lo scontro e per colpire ulteriormente Kiev".

Nel suo discorso, Putin ha inoltre sottolineato che "la controffensiva ucraina è fallita" e che "i tentativi ucraini di stabilizzare il fronte falliscono". "La Russia – ha detto ancora – va avanti nell'operazione militare speciale". Subito dopo, il presidente russo ha affermato che in Ucraina "è nata una nuova gioventù hitleriana".

"La società russa – ha continuato Putin – ha mostrato una reale unità durante l'attacco terroristico al Crocus City Hall di Mosca. In questo momento difficile, la nostra società ha dato un esempio di vera solidarietà, unità, sostegno reciproco".

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