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13 Maggio 2022
14:17

Perché le sanzioni occidentali non hanno fatto crollare l’economia russa

Secondo un’analisi dell’Economist le sanzioni occidentali imposte dopo l’invasione dell’Ucraina non hanno scalfito l’economica russa che ha visto le importazioni ridursi del 44% e le esportazioni crescere dell’8%.
A cura di Chiara Ammendola
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L'economia russa si è rivelata "sorprendentemente resiliente". Lo scrive l'Economist in una lunga analisi sui numeri del paese guidato da Putin dopo le sanzioni imposte dall'Occidente con lo scoppio della guerra in Ucraina. Secondo il settimanale britannico quindi ciò che ci si aspettava non si è realizzato: l'economia russa ha resistito alle sanzioni e chi spera di assistere a un suo collasso dovrà attendere ancora a lungo.

A pagare finora il prezzo più alto sono stati i cittadini russi che hanno visto i prezzi balzare oltre il 10% dall'inizio dell'anno a causa sia del deprezzamento del rublo, che ha reso più care le importazioni, che delle tante aziende occidentali che hanno deciso di boicottare la Russia provocando di fatto una riduzione dell'offerta. Dunque i consumi sono calati ma di poco e secondo quanto riportato da Sberbank, dopo la flessione registrata a marzo, le cose sembrano essere tornate più o meno nella norma. Dati che contrastano le stime degli analisti che si attendevano un crollo del Pil fino al 15% entro quest'anno e che trovano una spiegazione nel fatto che la Russia aveva un'economia, già prima dell'invasione, basata su una bassa importazione e costruita sui giacimenti di combustibili fossili che non sono mutati di molto: secondo l'Economist infatti dall'inizio della guerra, Mosca ha esportato combustibili per almeno 65 miliardi di dollari e ogni giorno il Paese accumula circa un miliardo di dollari grazie al suo export energetico.

Come riportato anche da Agi, se si guarda ai partner della Russia, le esportazioni dalla Cina sono rimaste stabili ad aprile, mentre le importazioni sono cresciute del 13%. La Germania ha visto il suo export scendere del 62% e le importazioni contrarsi soltanto del 3%. The Economist calcola che, nel complesso, dal giorno dell'invasione dell'Ucraina, le importazioni russe si sono ridotte di circa il 44%, mentre le esportazioni sono cresciute di circa l'8%. Il risultato di tutto ciò è che, secondo gli esperti, il surplus commerciale russo potrebbe raggiungere livelli record nei prossimi mesi. L'Institute of international finance stima che l'avanzo corrente potrebbe arrivare a 250 miliardi di dollari, il 15% del Pil, oltre il doppio rispetto ai 120 miliardi di dollari registrati nel 2021.

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