Centinaia di manifestanti inferociti sono scesi in piazza lo scorso 3 settembre a Muzaffarabad, la capitale del Kashmir sotto controllo pakistano, dopo che il settimanale satirico francese Charlie Hebdo ha ristampato le vignette che prendono in giro Maometto. La bandiera francese è stata bruciata in segno di disprezzo: le rappresentazioni figurative del profeta, specialmente quelle che lo ridicolizzano, sono infatti severamente vietate dalla religione islamica. I manifestanti hanno sfilato urlando lo slogan: “Smettetela di abbaiare cani francesi”.

Nelle prossime ore sono previste proteste anche in altre città del paese, una di queste guidata dal partito estremista Tehrik-e-Labbaik, che fa della lotta alla blasfemia la sua principale bandiera politica.
L’ambasciata di Parigi in Pakistan ha invitato i cittadini francesi residenti lì a stare alla larga da tutti i luoghi pubblici e a non intraprendere viaggi, per ragioni di sicurezza.
Anche il ministro degli Esteri pakistano Shah Mahmood Qureshi ha condannato in un videomessaggio le vignette di Charlie Hebdo, dicendo che avevano ferito i sentimenti di milioni di musulmani: "Spero che questo atto spregevole non venga ripetuto e che i responsabili siano portati davanti a un tribunale".

Le vignette pubblicate da Charlie Hebdo sono le stesse che avevano fatto del giornale il bersaglio dell’attentato avvenuto il 7 gennaio del 2015 a opera di alcuni terroristi islamici, i fratelli Chérif e Said Kouachi. Le immagini sono uscite online e nelle edicole il primo settembre scorso, proprio alla vigilia dell’inizio del processo ai complici dei colpevoli, che, in quella drammatica giornata del 2015, uccisero 11 giornalisti della redazione e una guardia. Nei due giorni successivi, l’8 e il 9 gennaio, il complice degli attentatori, Amedy Coulibaly, massacrò una poliziotta e quattro clienti ebrei in un supermercato kosher. Tutti i principali colpevoli furono poi uccisi dalla polizia.

“Tutto questo per niente”, è il titolo provocatorio che campeggia sul nuovo numero di Charlie Hebdo. Ovvero, “avete ucciso per niente, noi continueremo a fare il nostro lavoro come sempre”.  Per il centro della copertina è stata scelta la vignetta satirica del celebre fumettista Jean Cabut, ucciso nel massacro del 2015: ritrae il profeta dell'Islam con le mani sugli occhi, sotto la scritta: "Maometto sopraffatto dagli integralisti".