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Keir Starmer si dimette da premier nel Regno Unito e leader dei Laburisti: Andy Burnham possibile successore

Keir Starmer si dimette da premier del Regno Unito e leader del partito laburista. Con una dichiarazione fuori Downing Street, Starmer ha annunciato le dimissioni, visibilmente commosso. Tra i successori, il più papabile è l’ex sindaco di Manchester Andy Burnham, forte del successo elettorale alle suppletive di Makerfield.
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Il premier britannico Keir Starmer ha annunciato le sue dimissioni da leader del Partito laburista britannico e da primo ministro. La sua uscita di scena era attesa per oggi. Davanti al crollo dei consensi all'interno del Labour e alla crescente popolarità dell'avversario, Andy Burnham, Starmer ha deciso di rassegnare le dimissioni.

L'annuncio è arrivato durante un discorso rilasciato fuori dalla residenza del premier, al numero 10 di Downing Street, di fronte ai membri del proprio gabinetto.

Starmer: "Ogni decisione dettata dal mettere al primo posto il Paese che amo"

Durante la conferenza stampa, il premier ha difeso il proprio operato ricordando di aver preso le redini, sei anni fa, di un partito laburista "politicamente, finanziariamente e moralmente fallito". Starmer ha sottolineato che all'epoca molti ritenevano il Labour "finito" ed erano convinti che una vittoria elettorale fosse impossibile. "Ma abbiamo dimostrato che quelle persone si sbagliavano", ha affermato Starmer, alla guida del Regno Unito dal 2024.  Il premier uscente ha rivendicato di aver "estirpato il veleno dell'antisemitismo" e di aver ripristinato la fiducia del Paese nell'economia, nella difesa e nella sicurezza nazionale. Il leader laborista ha inoltre sostenuto di aver riportato il partito a schierarsi "con orgoglio accanto alla nostra bandiera nazionale, e non contro di essa", presentando queste riforme come la base della successiva vittoria elettorale del Labour.

Le sue dimissioni, dicevamo, erano nell'aria. Ieri i quotidiani britannici raccontavano di colloqui e interlocuzioni con i suoi ministri sul da farsi. L'ascesa del sindaco di Manchester Andy Burnham e il suo successo alle suppletive di Markfield, la settimana scorsa, hanno messo Starmer davanti a una scelta.

Il premier ha ammesso che la domanda che il suo partito si sta ponendo è se lui sia la persona più adatta a guidarlo alle prossime elezioni generali e ha detto di aver "ascoltato la risposta" della dirigenza laburisti a questa domanda e di "accettarla con serenità". "Ogni decisione che ha preso", ha detto, "è stata dettata dal "mettere al primo posto il Paese che amo". "Mi dimetterò da leader del Partito Laburista" ha detto visibilmente commosso.

Il 9 luglio via alle candidature per leadership dei Laburisti: Burnham in pole position

La sua uscita spiana definitivamente la strada a Burnham. Durante il suo discorso alla nazione, Starmer ha reso noto di aver chiesto al Comitato esecutivo nazionale del Labour di avviare la procedura per l'elezione del nuovo leader, con apertura delle candidature il 9 luglio e chiusura il 16 luglio, prima della pausa estiva del Parlamento. Secondo il premier uscente, il calendario consentirà al partito di "scegliere il successore entro il ritorno del Parlamento a settembre", garantendo così "una transizione ordinata alla guida del governo" e del Labour.

In caso di sfida, il nuovo leader e premier sarebbe in carica entro la ripresa dei lavori di Westminster a settembre. Se invece Burnham si presenterà come unico candidato – ipotesi che nelle ultime ore ha preso sempre più piede sotto forma della cosiddetta "incoronazione" – il passaggio di consegne al nuovo primo ministro avverrà già a metà luglio. Starmer ha detto che rimarrà in carica fino a quando non ci sarà un suo successore, precisando di aver avvertito re Carlo.

Il percorso però, potrebbe non essere così scontato. Il leader dell'ultradestra Nigel Farage, ha chiesto di indire elezioni politiche. "Reform Uk invoca le elezioni e siamo pronti a portare un cambiamento radicale", ha scritto su X. E ancora: "Se il Labour pensa di poter piazzare un altro politico di professione al numero 10, si sbaglia di grosso." L'opinione pubblica è "stanca" del continuo avvicendamento di primi ministri, ha rincarato il leader dei Liberal Democratici, Ed Davey. "Il popolo britannico è stufo di essere deluso da un'infinita giostra di primi ministri, mentre nulla cambia davvero", ha scritto. "Questa volta deve essere diverso. Non si può trattare solo di cambiare chi siede al numero 10 di Downing Street, si deve trattare di cambiare la nostra politica corrotta per poter risanare il nostro Paese".

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