In Pakistan un altro caso di sposa bambina, costretta forzatamente al matrimonio: Arzoo Raja, 13enne cattolica, è stata rapita il 13 ottobre scorso da un 46enne che l'ha fatta convertita all'Islam e la costringe in casa come sua moglie. L’uomo avrebbe aggredito la ragazza mentre camminava per strada, per poi immobilizzarla e portarla con sé. I genitori di Arzoo si sono rivolti al Tribunale di Karachi per chiederne la liberazione. "Fino a questo momento le autorità non hanno dato nessuna risposta alle loro richieste", ha rivelato Tabassum Yousaf, una dei legali che seguirà il caso e che, con la sua denuncia, si appella all’aiuto della stampa internazionale.

Il 13 ottobre scorso Arzoo non era andata a scuola poiché, a causa del Covid, nel suo istituto gli studenti frequentano solo a giorni alterni. Il 46enne ha approfittato del momento in cui la ragazza era uscita di casa per comprare delle caramelle nel vicino negozio di alimentari per rapirla. Il caso è seguito dalla Commissione Giustizia e Pace della diocesi di Karachi, dove è arcivescovo il cardinale Jospeh Coutts.

In Pakistan è uno dei paesi al mondo in cui il fenomeno delle spose bambine è più diffuso. Il 29 aprile 2019 il Senato aveva approvato una legge che modificava l’età minima per potersi sposare, alzandola dai 16 ai 18 anni. La riforma legislativa era stata proposta dalla senatrice Sherry Rehman, che era diventata oggetto di aspre critiche da parte dei fondamentalisti.
Tuttavia la riforma è ora nelle mani dell'Assemblea nazionale, che a sua volta dovrà dare il via libera. Gli islamisti, per i quali le modifiche proposte andrebbero contro i dettami del Corano, secondo il quale il matrimonio sarebbe ammesso già durante il periodo della pubertà, sono i più contrari.