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Covid 19
10 Giugno 2022
19:51

Omicron 4 e 5, nel Regno Unito dopo due mesi i contagi tornano ad aumentare

Le persone contagiate nel Regno Unito nell’ultima settimana presa in esame sono state – fra casi sintomatici e asintomatici – quasi 990.000, contro quasi 954.000 dei 7 giorni precedenti.
A cura di Davide Falcioni
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La curva dei contagi da Covid 19 del Regno Unito torna a salire per la prima volta da più due mesi a questa. Secondo gli esperti il rimbalzo va messo in relazione con la comparsa delle ultime sotto-varianti censite del ceppo Omicron, BA.4 e BA.5, già diffusesi fra l'altro negli Usa, in Germania e soprattutto in Portogallo. Stando ai calcoli dell'Office for National Statistics (Ons), le persone infettate sull'isola nell'ultima settimana presa in esame sono state – fra casi sintomatici e asintomatici – quasi 990.000, contro quasi 954.000 dei 7 giorni precedenti, con un trend all'aumento in tutte 4 le nazioni del Regno (Inghilterra, Scozia, Galles e Irlanda del Nord). Il picco di 4,9 milioni d'infezioni rilevato nell'ultima settimana di marzo, nel momento di massima espansione della variante Omicron-2, resta molto lontano ma il nuovo aumento delle infezioni dimostra che la situazione va tenuta sotto controllo e attentamente monitorata. La curva britannica dei contagi risultava in calo costante dall'inizio di aprile, nonostante la revoca in atto già da febbraio di tutte le restrizioni, incluso dell'obbligo d'indossare la mascherina sia all'aperto che al chiuso. Restano comunque ai minimi sia i morti (scesi sotto i 50 al giorno in media sullo sfondo dell'elevata percentuale di guariti e di vaccinati) sia il totale dei ricoveri per Covid negli ospedali, ridottosi a meno di 5mila nell'intero Paese e a meno di 200 alla data di ieri in tutti i reparti nazionali di terapia intensiva.

BA.4 e BA.5 più contagiose di Omicron

Come spiegato dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) le sottovarianti BA.4 e BA.5 – responsabili del nuovo aumento dei casi in UK e altri Paesi europei – sono state identificate per la prima volta in Sudafrica, lo stesso Paese dove è emersa la Omicron originale. BA.4 è stata rilevata a gennaio, BA.5 a febbraio. A causa della presenza di mutazioni peculiari, potenzialmente associate a maggiori aggressività ed elusività, i due ceppi sono subito finiti nel mirino dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS); a metà maggio gli esperti dell'ECDC hanno deciso di elevare le sottovarianti di Omicron da “varianti di interesse” a “varianti di preoccupazione”, esattamente come lo sono l'Alfa, la Beta, la Gamma, la Delta e la Omicron originale. Svariati scienziati ritengono persino che dovrebbero ricevere un nome univoco, con una lettera dell'alfabeto greco ad hoc, esattamente come avviene per le altre varianti di preoccupazione principali. A causa delle loro caratteristiche genetiche le due sottovarianti sarebbero anche maggiormente in grado di eludere gli anticorpi neutralizzanti, sia quelli indotti da una precedente infezione naturale (anche di un'altra Omicron) che quelli innescati dalla vaccinazione anti Covid, che resta comunque fondamentale per proteggere da malattia grave e morte.

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