14 Novembre 2011
12:00

Nucleare in Iran, sale la tensione: per Obama il mondo è unito contro l’atomica

La corsa verso il nucleare dell’Iran non poteva non innescare una serie di commenti e di nuove prese di posizione da parte delle diplomazie occidentali: se la Gran Bretagna non esclude nessuna opzione, compreso l’intervento militare, Obama garantisce che “la via privilegiata resterà quella della democrazia”.
A cura di Susanna Picone
Nucleare in Iran, sale la tensione: per Obama il mondo è unito contro l'atomica

Una settimana fa il rapporto redatto dall’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (e immediatamente smentito da Teheran) in cui si leggeva una situazione preoccupante riguardo un eventuale programma nucleare avviato dalla Repubblica islamica ed oggi il problema è tornato con prepotenza sul tavolo delle diplomazie occidentali facendo crescere la tensione dei Paese membri sempre di più.

“Il mondo è unito e l'Iran è isolato e le sanzioni imposte stanno avendo un enorme effetto.”
Barack Obama
In questo rapporto dell’Aiea si legge che l’Iran ha lavorato allo sviluppo dell’atomica fino al 2003 ma che ci sono elementi per credere che Teheran stia ancora lavorando per ottenere ordigni nucleari. Delle ricerche, questo è il parere dell’Aeia, coadiuvate da un esperto russo (che secondo indiscrezioni dovrebbe essere lo scienziato Vyacheslav Danilenko) “che non era solo a conoscenza di queste tecnologie ma che ha lavorato gran parte della sua carriera con questa tecnologia nel programma di armi nucleari del suo paese”.

L’Iran ha immediatamente negato tutto parlando di notizie false e vecchie e diffondendo cinque punti per dimostrare che il rapporto dell’Aiea è di “scarso spessore” e “inaffidabile”. Inoltre ha, però, anche lanciato un monito, “Gli Stati Uniti non potranno colpirci senza pesanti ritorsioni”.

Le reazioni dei Paesi membri

La tensione sta chiaramente salendo in maniera esponenziale e immediatamente arrivano i commenti da parte dei diversi Paesi. Gli Stati Uniti fanno sapere che si consulteranno nelle prossime settimane con Russia e Cina sul caso Iran (le due potenze sono contrarie all’atomica a Teheran ma non c’è ancora intesa sui provvedimenti nei confronti del regime) ma nel frattempo il presidente Barack Obama ha dichiarato che “Nessuna opzione è esclusa ma la via privilegiata è e sarà la diplomazia”. Obama ha evidenziato come Teheran “dovrebbe rispettare gli obblighi internazionali” e di opinione ancora più esplicita è apparsa la Gran Bretagna che ha detto di ritenere di non dover escludere “nessuna opzione”, compresa quella dell’intervento militare. William Hague ha chiarito che non è certo intenzione della Gran Bretagna quella di auspicare un’azione militare ma che, appunto, “tutte le opzioni devono restare sul tavolo”.

Dello stesso avviso è il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu che dopo una riunione avuta con il governo sul rapporto diffuso dall’Aiea ha invitato i leader del mondo a non perdere tempo per fermare la “corsa dell’Iran al nucleare”.

Ogni governo in tutto il mondo deve trarre le debite conclusioni. La comunità internazionale deve, in modo tempestivo, fermare la corsa dell'Iran per dotarsi di un'arma nucleare, una gara che mette in pericolo la pace del mondo intero.

Sulle eventuali nuove sanzioni contro l’Iran è arrivata però la presa di posizione della Russia: secondo il ministro degli esteri Serghiei Lavrov “la via delle sanzioni contro l'Iran è esaurita”. Secondo la Russia è infatti in atto una campagna orchestrata contro il programma nucleare iraniano per alimentare la tensione.

Posizione più cauta infine per la Germania e il Lussemburgo che restano contrarie a considerare l'eventualità di un'opzione militare in Iran.

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