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Sembra una storia appena uscita da un film dell'orrore, e invece è un episodio realmente accaduto in Nepal, e più precisamente in una stazione di polizia del distretto di Dhading. Un ragazzino è entrato negli uffici del commissariato con in mano una testa mozzata e il coltello con il quale aveva eseguito il macabro smembramento. "Ho ucciso io quest'uomo", ha dichiarato agli agenti increduli per quanto stavano vedendo con i loro occhi. Il ragazzo era pieno di sangue, e si è consegnato alla polizia senza opporre resistenza. È stato arrestato e sono scattate le indagini per omicidio: secondo le prime informazioni, la vittima sarebbe un uomo di 65 anni con la quale l'assassino aveva avuto una violenta discussione, sfociata poi nel brutale ed efferato assassinio.

La vittima, secondo quanto dichiarato da fonti di polizia ai notiziari locali, era dello stesso paese dell'omicida. Il suo nome è Som Bahadur Gurung, ma non è ancora chiara quale fosse la relazione con il suo assassino, se fossero parenti, conoscenti o se si fossero incontrati la prima volta la sera dell'omicidio. Un episodio, questo, che ha lasciato sotto shock gli agenti di polizia in servizio quella notte, che mai avrebbero pensato di trovarsi mai a un evento di questo tipo. Il coltello usato per la decapitazione è stato sequestrato, mentre sul corpo della vittima è stata disposta l'autopsia per determinare le esatte cause della morte. Al momento non è noto se l'uomo sia stato prima assassinato e poi decapitato, oppure se era ancora vivo quando il ragazzino ha iniziato a tagliargli la testa. La polizia ha anche sequestrato la borsa usata dall'adolescente – di cui non sono state rese note né le generalità né l'età – per portare la testa dell'uomo alla stazione.