6 Dicembre 2021
07:30

Myanmar, Aung San Suu Kyi condannata a quattro anni di carcere

La consigliera di Stato deposta del Myanmar, Aung San Suu Kyi, è stata condannata a quattro anni di reclusione per vari capi d’imputazione tra i quali l’aver “incitato alla violazione delle restrizioni anti Covid-19”. Suu Kyi si trova agli arresti dal golpe militare del primo febbraio scorso.
A cura di Chiara Ammendola
San Suu Kyi
San Suu Kyi

La consigliera di Stato deposta del Myanmar, Aung San Suu Kyi, è stata condannata a quattro anni di reclusione nell'ambito dei processi a suo carico per una serie di capi d'imputazione tra i quali l'aver "incitato alla violazione delle restrizioni anti Covid-19". Suu Kyi si trova agli arresti dallo scorso febbraio quando nel Paese c'è stato un colpo di Stato: quel giorno la giunta militare, guidata dal generale Min Hlaing Aung, ha arrestato la consigliera di Stato, il presidente Win Myint e altri esponenti di spicco del governo e dell'Lnd, la Lega nazionale per la democrazia (Lnd), partito con cui Aung San Suu Kyi era salita al governo a seguito delle elezioni del novembre del 2020.

Nei mesi scorsi secondo l'opinione pubblica, la giunta militare, dopo aver accusato la stessa consigliera di brogli elettorali, avrebbe aumentato le denunce e le conseguenze accuse nei confronti di Aung San Suu Kyi, tanto da far gravare sulla leader democratica ben dieci capi d'imputazione, incluso uno relativo alla presunta violazione
di un codice sui segreti di Stato risalente all'epoca coloniale, che l'hanno poi portata a processo. L'ultimo capo d'accusa riguarderebbe una presunta violazione della legge anti-corruzione in relazioni al nolo e al successivo acquisto di un elicottero tramite fondi pubblici. Reato del quale è accusato anche Win Myint, presidente del governo civile deposto come Suu Kyi. Ma sulla ex consigliera di Stato sono diverse le accuse, come quella di frode in relazione alle elezioni de 2020, o anche di aver importato illegalmente walkie talkie, e ancora sedizione e corruzione; eventuali condanne potrebbero costare alla leader deposta decenni di reclusione.

Intanto da quando è stato commesso il Golpe, sarebbero stati commessi in Myanmar numerosi crimini contro l'umanità, con "diffusi e sistematici" attacchi contro i civili, secondo quanto riportato dal relatore delle Nazioni Unite Nicholas Koumjian, a capo del Meccanismo investigativo indipendente per il Myanmar, che ha
ricevuto oltre 200 mila segnalazioni e che ha raccolto 1,5 milioni elementi di prova "da utilizzare un giorno per
portare davanti alla giustizia i responsabili". Gli investigatori hanno rilevato una risposta misurata da parte
delle forze di sicurezza alle manifestazioni delle prime sei settimane dopo il colpo di Stato, seguita da metodi "molto più violenti" usati per reprimere successivamente i dimostranti. "È accaduto in diverse aree e nello stesso momento, cosa che porta a concludere logicamente che si tratta di una decisione politica assunta a livello centrale – ha spiegato Koumjian – inoltre, abbiamo visto che sono stati presi di mira gruppi ben precisi, tra cui giornalisti, operatori medici e oppositori politici, in particolare attraverso arresti e detenzioni arbitrarie". Secondo gli osservatori, il colpo di Stato militare è stato favorito dalla vicina Cina, intenzionata a limitare la crescita dell'influenza indiana nel Paese.

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