Un'altra tragedia, questa volta nel mar Egeo: almeno 9 migranti, di cui 4 donne e 5 bambini, hanno perso la vita dopo il naufragio di un barcone diretto alle isole greche. A quanto si apprende la destinazione finale era l'isola di Lesbo. Altre 5 persone a bordo del natante, tra cui una donna e un bambino, sono state soccorse al largo della località costiera turca di Ayvalik, mentre tre risultano ancora disperse. Per loro continuano le ricerche: secondo le autorità uno di loro potrebbe essere lo scafista. Secondo Anadolu, agenzia di stampa turca che ha riportato la notizia, sull'imbarcazione c'erano circa 17 migranti.

Il barcone è colato a picco a 2,4 miglia marina da Balikesir, nell'ovest della Turchia. Fino ad ora non sono state fornite informazioni sulla nazionalità delle vittime. La guardia costiera turca è intervenuta con quattro mezzi navali e un elicottero a ovest dell'isolotto disabitato di Ciplak, recuperando i 9 corpi e portando in salvo le altre 5 che si sono salvate. La Turchia, che attualmente sta accogliendo 4 milioni tra migranti e profughi, è ancora un importante Paese di transito per coloro che decidono di fuggire dai conflitti in Medio Oriente.

Le reazioni su Twitter non si fanno attendere: "Come era la storia meno partenze meno morti? Ecco altri 9 morti innocenti, per colpa dei fascio leghisti, esseri umani no buste di latte. Li avete sulla coscienza anche voi. Ecco cosa accade quando si fa guerra a chi salva vite umane, morte", ha scritto subito un utente indignato, appena appresa la notizia.