Migranti, naufraga la ripartizione per quote in UE. Si va verso l’accoglienza volontaria

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Il sistema di ripartizione “per quote” ipotizzata dalla Commissione Europea potrebbe fallire a causa dell’opposizione di decine di stati dell’UE. Si va verso l’accoglienza su base volontaria.

Il sistema di ripartizione dei migranti per "quote" nazionali sta già naufragando. A meno di un mese dalla presentazione dell'ambizioso progetto da parte di Jean-Claude Juncker sono molti i governi nazionali determinati a mettersi di traverso, nella convinzione che le "quote vincolanti" rappresenterebbero non la soluzione, ma una parte importante del problema. A rivelarlo a La Stampa è una fonte diplomatica che parla di "opposizione diffusa" e spiega che la Commissione sta preparando un piano B che permetta, anche a Juncker, di salvarsi la faccia: "Lavoriamo a un meccanismo su base volontaria – spiega la fonte – per mantenere l’impegno senza introdurre un principio che pochi vogliono".

Si va, quindi, verso un'intesa al ribasso: a quanto pare su 28 stati ben 12 sono contrari al meccanismo delle quote vincolanti, mentre altri sette ritengono addirittura eccessiva l'attenzione dedicata al Mediterraneo. A capo di questi c'è la Polonia, in compagnia di altre nazioni baltici e dell'area centro orientale convinti che la solidarietà non possa essere imposta, ma vada applicata a seconda delle esigenze e delle possibilità reali.

Sta di fatto che i netti "no" di molti stati hanno avuto l'effetto di rallentare i lavori sull'attuazione delle quote, con grande rammarico soprattutto di Italia e Grecia, due tra i paesi più interessati dalla problematica degli sbarchi. I tempi, secondo i diplomatici di Roma ed Atene, si stanno colpevolmente dilatando e il dossier con una proposta esecutiva realizzabile finirà per essere discusso non prima del 25-26 giugno alla presenza del polacco Donald Tusk, capofila degli oppositori al sistema delle quote e in cerca di una soluzione che vada bene sia a Varsavia che ai partner europei. Secondo i polacchi, infatti, Juncker si è "spinto oltre il mandato avuto dai leader in aprile" e dovrebbe attenersi a una redistribuzione temporanea per aventi diritto su base volontaria.

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