L'Unione europea ha bloccato l'export di 3,1 milioni di dosi di vaccino anti Covid AstraZeneca verso l'Australia. È quanto rivela in esclusiva la Reuters che cita a sua volta una fonte governativa australiana. Il portavoce della Commissione europea, Eric Mamer, interrogato sulla questione non ha voluto confermare. "Non possiamo confermare nessun'altra decisione di bloccare dosi destinate all'export", ha dichiarato. Il portavoce ha ricordato che finora solo una richiesta di export era stata negata, quella di 250mila dosi che erano in partenze dall'Italia sempre verso l'Australia.

Se la notizia venisse confermata, oltre a sottolineare le enormi carenze delle dosi di AstraZeneca in tutto il blocco dell'UE, complicherebbe di molto la campagna di vaccinazione in Australia, già in ritardo dell'83% rispetto al programma originale. "Finora hanno bloccato 3,1 milioni di dosi", ha detto la fonte del governo australiano, aggiungendo di averne ricevute solo "300mila e che altre 400mila sarebbero dovute arrivare entro la fine di aprile. Non abbiamo perso la speranza, ma abbiamo smesso di contarli nelle nostre forniture previste", ha detto la fonte, che ha rifiutato di essere nominata perché non autorizzata a parlare della questione.

L'indiscrezione arriva per altro alla vigilia del nuovo pronunciamento di Ema sulla questione dei presunti legami tra la somministrazione del vaccino AstraZeneca e alcuni casi rari di trombosi che si sono verificati in determinate categorie di soggetti, cosa che ha spinto già paesi come la Germania a limitarne l'uso per alcune fasce d'età. "È possibile, per maggiore precauzione, che l’Agenzia europea dei medicinali Ema indichi che per una determinata categoria è meglio non utilizzare il vaccino anti-Covid di AstraZeneca – ha commentato oggi il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri, precisando tuttavia che "questo è successo anche per tanti altri farmaci" e che nel caso di AstraZeneca il vaccino è stato utilizzato "in un numero estremamente alto di soggetti, mentre gli eventi trombotici rari segnalati sono pochissimi".