Londra minaccia di sospendere il progetto Erasmus per l’Italia

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Sarebbe una “ritorsione” del governo della Gran Bretagna per i tagli ai compensi dei lettori universitari. Per gli inglesi i “lecturers” che lavorano in Italia sarebbero discriminati.

La Gran Bretagna potrebbe sospendere il progetto Erasmus per gli studenti italiani. Dall’Italia i giovani universitari non avrebbero, insomma, più la possibilità di andare a studiare – con il famoso programma di scambio culturale degli studenti europei – nel Paese. A riportare la notizia è il sito The Italian Insider: Londra starebbe valutando questa decisione di sospendere il progetto Erasmus per l’Italia perché ritiene che i “lecturers”, i lettori di lingua inglese che lavorano nelle università italiane, siano discriminati. A sollevare la questione è stato, lo scorso venerdì, il ministro per l’Europa David Lidington. In risposta a una interrogazione parlamentare il ministro ha definito il comportamento dell’Italia “inaccettabile e illegale”. La vicenda dei lettori di lingua inglese in Italia riguarda 200 docenti che hanno un trattamento diverso da quello dei loro colleghi universitari.

Lo stipendio tagliato ai lettori di lingua inglese – Si tratta di una “discriminazione” che va avanti da anni: nel 1980, quando nelle università i docenti vennero divisi tra professori di cattedra, associati e ricercatori, quelli di lingue stranieri vennero considerati tra non titolari di cattedra. Poi nel 1989 la Corte di Giustizia europea ha riconosciuto che le leggi di Roma li discriminano negando loro anche l’assicurazione sanitaria e la pensione. Nel 1995 è arrivato un contratto a tempo indeterminato e i lecturers sono stati inquadrati come “collaboratori linguistici esperti”. In seguito alla riforma Gelmini molte università hanno tagliato il loro stipendio fino al 60 per cento. I lettori di lingua straniera, che venivano già pagati meno dai docenti universitari, sono stati retrocessi da ricercatori a tecnici. E ora l’ambasciata inglese a Roma sta tentando un dialogo col ministro dell’Istruzione Maria Chiara Carrozza mentre vari quotidiani britannici danno molto spazio alla vicenda ricordando le pronunce della Corte Europea di Giustizia.

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