E' cominciato questa mattina a Londra il processo sulla richiesta di estradizione verso gli Stati Uniti di Julian Assange. Dopo quasi dieci anni il fondatore di Wikileaks potrebbe essere consegnato alla giustizia statunitense. La polizia inglese l'aveva arrestato lo scorso 11 aprile, mettendo fine al suo rifugio nell’ambasciata ecuadoriana. Gli Stati Uniti vogliono giudicare Assange per aver pubblicato contenuti riservati dell’esercito e di alte istituzioni, soprattutto riguardo i conflitti in Iraq e in Afghanistan. Documenti che gli erano stati forniti dall’ex soldato americano Chelsea Manning.

La scorsa settimana il deputato indipendente del Parlamento australiano Andrew Wilkie ha incontrato Assange in carcere a Londra, dichiarando al termine che il fondatore di Wikileaks è stato segretamente spiato durante i colloqui intrattenuti con i suoi legali australiani, nell'ambasciata dell'Ecuador a Londra: secondo Wilkie ciò sarebbe sufficiente per imporre ai tribunali britannici di respingere ogni richiesta di estradizione negli Stati Uniti. "Se la corte britannica non abbandona il procedimento alla luce di queste rivelazioni – ha detto il deputato – mette in dubbio la sua neutralità. Si aggiungerebbe un'estrema ingiustizia a quelle che Julian continua a subire"

Sono 17 i capi di accusa per cui l’australiano potrebbe essere condannato fino a 175 anni di reclusione. Una pena, sostengono i suoi legali "che praticamente sarebbe una condanna a morte". L’accusa principale è di cospirazione, insieme a Chelsea Manning, per aver ottenuto illegalmente e diffuso informazioni riservate. A questo si erano aggiunte le accuse di violenza sessuale in Svezia, poi cadute. Il primo ciclo di udienze per decidere sull’estradizione di Assange terminerà il prossimo 28 febbraio. Poi si dovrà attendere maggio per una prima sentenza e settembre per l’eventuale appello. Assange sarà presente in aula e il processo si tiene nel tribunale londinese Woolwich Crown Court, vicino al carcere di Belmarsh, dove è recluso da aprile. Anche se il governo del Regno Unito ha già approvato l’estradizione, ora serve la conferma della giustizia.