Opinioni
14 Luglio 2022
15:45

La verità sulle molestie ad Alexandria Ocasio-Cortez: le donne non possono mai vestirsi come vogliono

All’ingresso del Campidoglio la deputata americana Alexandria Ocasio-Cortez è stata molestata verbalmente da un militante anti abortista che l’ha insultata per l’abbigliamento provocante. L’ennesima vecchia storia da cui non riusciamo a liberarci mai.
A cura di Maria Cafagna

Immaginate di essere la donna più potente d’Europa, forse la donna più potente del mondo, e immaginate di esserlo non a caso o per intercessione divina, ma per aver lavorato sodo e dovervi preoccupare di non mostrare troppa pelle per non vedere vanificati anni di sacrifici e sforzi per ottenere la tanto sudata credibilità. A poche settimane dall’addio di Angela Merkel dalla politica attiva, Tina Hildebrandt ed Elisabeth Raether si sono chieste cosa avrebbero insegnato i suoi anni al potere alle giovani donne. Per la loro indagine sono partite dall’atelier di Bettina Schoenbach, la stilista che ha disegnato le iconiche giacche squadrate che sono diventate il marchio di fabbrica di Angela Merkel.

Stando alle voci trapelate dall’entourage – tutto al femminile – di fedelissime di Merkel, pare che l’ex Cancelliera si sia presentata da Bettina Schoenbach proprio alla ricerca di qualcosa che svecchiasse il suo look che fino a quel momento era stato particolarmente austero, e fu così che la stilista introdusse nel guardaroba si Merkel giacche rigide squadrate realizzate in tessuti rigidi ma coloratissime, per sottolineare ma senza esagerare la femminilità della Cancelliera.

Angela Merkel è sempre stata fedele all’immagine austera ma brillante che la sua stilista di fiducia aveva pensato per lei, trasgredì in un’unica occasione presentandosi all’Opera con un’abito scollato. I commenti sul suo seno generoso la indussero però a non farlo mai più.

Siamo tutte state Angela Merkel, preoccupate di apparire troppo frivole o troppo provocanti e di perdere credibilità agli occhi dei nostri interlocutori. Capita soprattutto se si deve lavorare in un ambiente molto maschile e il livello di attenzione che una donna deve avere su ciò che indossa deve essere altissimo . Bisogna curarsi ma senza essere troppo attraenti, bisogna coprirsi ma non troppo per non sembrare delle bacchettone, bisogna truccarsi ma senza eccedere per non “provocare” battute indiscrete. Nemmeno chi è costretta a portare gli occhiali è al sicuro perché una montatura sbarazzina potrebbe suscitare commenti sgradevoli – avete presente “ma come fanno le segretarie con gli occhiali a farsi sposare dagli avvocati?” Ecco, è quella roba lì – ma nemmeno chi sceglie una montatura più sobria è al sicuro perché potrebbe indurre qualcuno a pensare che quella donna si sta camuffando, non si cura, è sciatta, mica che ha bisogno di riposare gli occhi perché deve trascorrere otto ore davanti al computer.

L’elenco potrebbe essere infinito perché aveva ragione Merkel quando si è rivolta a Bettina Schoenbach: l’abbigliamento delle donne ha un peso sulla loro credibilità, specie se ricoprono posizioni di potere. Una scollatura di troppo, un rossetto sgargiante, ma anche un abbigliamento più comodo, possono influire sul giudizio che colleghi, capi e clienti.

In politica, uno degli ambienti a più alto tasso di misoginia, se qualcosa sta cambiando è anche merito delle nuove generazioni: qualche giorno fa la prima ministra finlandese Sanna Marin si è fatta ritrarre in pantaloncini e giacca di pelle a un festival musicale, la politica cilena Camila Vallejo ha giurato come ministra in giacca e shorts rosa pastello, la deputata statunitense Ayanna Pressley ha scelto di mostrarsi senza parrucche mostrando la sua alopecia.

Una delle donne più in vista del mondo è certamente Alexandria Ocasio-Cortez, la più giovane deputata eletta al Congresso degli Stati Uniti nota soprattutto per le sue battaglie ambientaliste e per essere cresciuta in una famiglia molto povera del Bronx. Ocasio-Cortez ha usato i suoi look per veicolare messaggi politici e per sottolineare con orgoglio le sue origini latine: porta spesso gli orecchini a cerchio, uno dei simboli della sua comunità, indossa spesso il rossetto rosso – una delle tonalità preferite da chi ha la carnagione scura – parla apertamente della sua routine di bellezza tant’è che Vogue America le ha chiesto di realizzare un video in cui racconta quali prodotti usa per la sua skin care e forse ricorderete lo scalpore suscitato dall’abito con la scritta Tax the Rich indossato da AOC sul red carpet del MET Gala.

Tutto questo non va giù alla parte più conservatrice del suo partito e dalle frange estremiste dei Repubblicani. Mentre si recava al Congresso, un uomo bianco di mezza età si è avvicinato a lei riprendendo tutta la scena col suo telefono per postarla sui suoi canali social: “Ecco la mia culona latina preferita: AOC! Vuole uccidere dei bambini (l’uomo si riferisce al fatto che Ocasio-Cortez è tra le deputate che sono favorevoli all’aborto, ndr) ma è pur sempre bellissima! Sei bellissima con quel vestito, sei veramente sexy. Guardate che bel cuAllo ha AOC, è il mio culo latino preferito”. L’uomo ha potuto molestare una deputata davanti al Congresso completamente indisturbato: poteva essere malintenzionato o armato e avere tutto il tempo di aggredire Ocasio-Cortez anche fisicamente. La memoria torna al 6 gennaio 2021, quando un gruppo di facinorosi armati aizzati dall’ex presidente Donald Trump ha assaltato il Congresso e solo grazie alla prontezza di alcuni agenti della sicurezza si è evitata una vera e propria tragedia. Tra gli obiettivi dell’insurrezione voluta da Trump c’era anche Alexandria Ocasio-Cortez, che come lei stessa ha raccontato è dovuta fuggire e nascondersi grazie all’aiuto di una collega perché un manipolo di uomini era riuscito ad arrivare fino alla porta del suo ufficio minacciandola di morte .

Quello che ad AOC è successo molte di noi: essere molestate per strada, in ufficio, a un concerto o sul luogo di lavoro fa parte della vita di ogni donna. Ciò che indossiamo o non indossiamo sono solo pretesti per esercitare il controllo su di noi e sulla nostra libertà.

Il motivo per cui queste molestie vengono fatte passare per innocui complimenti è perché in questo modo gli uomini possono continuare a esercitare la loro maleducazione e il loro potere su di noi usandoci come oggetti a disposizione del loro sguardo e del loro piacere. Questo è il motivo per cui per decenni le donne hanno scelto di coprirsi o di adottare un abbigliamento androgino, non perché si sentissero a loro agio, ma perché era il modo più sicuro per poter sentirsi credibili e più sicure.

Quello che queste giovani donne al potere ci stanno dicendo anche con le loro scelte in fatto di look è che non siamo noi a doverci coprire, non siamo noi a dover cambiare per sentirci meno in pericolo, le persone a doverla smettere di intromettersi nella nostra vita per il piacere di esercitare il loro misero e micragnoso potere.

Quelle non sono battute, non sono complimenti: sono molestie. E che siate donne o uomini voi che le fate siete prima di tutto una manica di grandissimi maleducati cafoni.

Maria Cafagna è nata in Argentina ed è cresciuta in Puglia. È stata redattrice per il Grande Fratello, FuoriRoma di Concita De Gregorio, Che ci faccio qui di Domenico Iannacone ed è stata analista di TvTalk su Rai Tre. Collabora con diverse testate, ha una newsletter in cui si occupa di tematiche di genere, lavora come consulente politica e autrice televisiva. -- Maria Cafagna   Skype maria_cafagna
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