L’Italia manterrà la promessa: i marò torneranno presto in India
I due marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone che in India sono accusati di aver ucciso lo scorso febbraio due pescatori torneranno lì tra qualche giorno, probabilmente il 4 gennaio, come stabilito dalle autorità. Attualmente Latorre e Girone sono in Italia perché il Governo indiano gli ha concesso una licenza per poter trascorrere le feste di Natale con le loro famiglie e, da quando hanno rimesso piede nel nostro Paese, in tanti si sono interrogati sul loro futuro. Devono tornare in India? L’Italia deve “onorare” la promessa fatta? Secondo quanto riporta l’agenzia di stampa Pti, che cita un alto funzionario del governo indiano, non c’è però dubbio sul fatto che presto i due torneranno nel Kerala, nonostante il dibattito in corso nel nostro Paese: “L’Italia ha assicurato l’India che i due militari accusati di omicidio in Kerala ritorneranno nella prima settimana di gennaio”. La fonte all’agenzia ha detto, infatti, di poter assicurare un ritorno di Latorre e Girone in India perché “c’è un impegno scritto della Repubblica italiana e sarà onorato”.
Le famiglie dei marò confermano: “Torneranno in India” – E che i due marò torneranno fra due giorni in India è stato confermato anche dalle loro famiglie: Vania Girone, la moglie del militare di Bari, ha parlato all’Ansa della licenza ormai scaduta sottolineando come i due “hanno una parola”. Rientreranno in India, ha detto la signora Girone, “con l’auspicio che in breve tempo la loro vicenda possa avere una soluzione positiva. La moglie di Salvatore Girone ha detto di essere sempre stata fiduciosa e che continuerà a esserlo perché confida “che questa brutta storia possa avere al più presto termine”. Sono fiduciosi, allo stesso modo, anche i familiari del marò Latorre secondo i quali i due rientreranno perché “sono militari”. Da parte dei diretti interessati, invece, dopo il rientro in Italia e gli impegni con le istituzioni dello Stato, non vi sono state ulteriori dichiarazioni: quel che i marò Latorre e Girone avevano chiesto era di poter trascorrere questi giorni di licenza con le loro famiglie e lontani da telecamere e giornalisti.