Jason Arday trovato morto a Londra a 41 anni: era l’ex professore di Cambridge accusato di plagio
Jason Arday, 41 anni, è stato trovato morto nel pomeriggio di venerdì 14 agosto in un appartamento di Battersea, quartiere nel sud-ovest di Londra. L'ex professore di sociologia dell'Università di Cambridge è stato soccorso dopo essere stato trovato privo di sensi, ma per lui non c'è stato nulla da fare. La Metropolitan Police ha definito il decesso "inaspettato", precisando che al momento non viene trattato come sospetto. Le circostanze della morte dovranno quindi essere chiarite dagli accertamenti.
La notizia arriva pochi giorni dopo le dimissioni di Arday da Cambridge, dove nel 2023 era stato nominato professore di sociologia e presentato come il più giovane docente nero dell'ateneo. La sua storia personale aveva attirato grande attenzione: da bambino gli erano stati diagnosticati autismo, dislessia e un ritardo globale dello sviluppo. Aveva raccontato di aver imparato a leggere e scrivere soltanto verso la fine dell'adolescenza, prima di intraprendere il percorso che lo aveva portato fino all'università e alla carriera accademica.
Le accuse di plagio e le dimissioni da Cambridge
Negli ultimi giorni, però, la sua carriera era stata travolta da una serie di contestazioni. In particolare, erano emersi numerosi casi di presunto plagio nella sua tesi di dottorato, discussa alla Liverpool John Moores University. Secondo quanto riportato dalla stampa britannica, sarebbero stati individuati circa 180 passaggi identici o molto simili a testi già pubblicati da altri ricercatori.
Le verifiche avevano inoltre sollevato dubbi su alcuni lavori accademici successivi. Arday avrebbe utilizzato in più saggi le testimonianze di partecipanti alle sue ricerche, modificandone i nomi e riproponendo gli stessi racconti in pubblicazioni differenti.
A finire sotto esame erano state anche alcune delle imprese personali raccontate negli anni dall'accademico. Arday aveva sostenuto, tra le altre cose, di aver raccolto 5 milioni di sterline per organizzazioni benefiche nell'arco di vent'anni, di aver corso 30 maratone in 35 giorni e di aver percorso 600 miglia di corsa in appena sei giorni. Affermazioni per le quali, secondo le ricostruzioni della stampa britannica, non sarebbero state trovate conferme.
Arday aveva respinto le accuse in un'intervista al Times, attribuendo alcuni degli errori alle sue "forti difficoltà di apprendimento" e sostenendo di essere stato al centro di una campagna a sfondo razzista. Nel frattempo Cambridge aveva avviato un'inchiesta sulle circostanze della sua nomina e Arday aveva lasciato l'incarico.
La vicenda aveva alimentato un ampio dibattito nel Regno Unito, tra le accuse rivolte all'accademico e le critiche di chi riteneva che alcune contestazioni nei suoi confronti potessero avere una componente razziale. Arday aveva inoltre annunciato la pubblicazione della sua autobiografia, Great and Unfortunate Things, prevista per il 27 agosto.
Ora, a pochi giorni dall'uscita del libro, la sua storia si è conclusa con una morte improvvisa sulla quale sono ancora in corso gli accertamenti.