Israele costruisce il centro per impiccare i palestinesi, Ben Gvir lo mostra in video: ci sono cabine per assistere
Israele ha iniziato a costruire una struttura destinata alle esecuzioni mediante impiccagione dei palestinesi condannati a morte per terrorismo. A mostrare il cantiere è stato il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir, che ha pubblicato sui social un video girato all'interno di un'ala carceraria nel centro del Paese, dove dovrebbe sorgere il nuovo centro per le esecuzioni.
Nel filmato, alle spalle del ministro si intravedono una struttura in legno e alcune componenti metalliche coperte da un telo blu. Il progetto prevede anche cabine di osservazione riservate alle vittime degli attentati e ai loro familiari, che potranno assistere alle esecuzioni dopo aver ottenuto uno specifico permesso.
"Ho promesso di approvare una legge sulla pena di morte per i terroristi. È stato fatto. Ho promesso di creare un centro. Lo stiamo realizzando", dice Ben Gvir nel video. Poi aggiunge:
Stiamo facendo la storia. I nostri terroristi meritano una cosa sola: la morte per impiccagione".
Israele, la legge sulla pena di morte approvata dalla Knesset
La struttura rappresenta l'attuazione concreta della legge sulla pena di morte per terrorismo approvata definitivamente dalla Knesset il 30 marzo 2026, con 62 voti favorevoli e 48 contrari.
Il provvedimento stabilisce la pena capitale per i palestinesi della Cisgiordania occupata riconosciuti colpevoli, da un tribunale militare, di attacchi mortali classificati come terroristici. La normativa prevede inoltre che la condanna possa essere pronunciata senza l'unanimità dei giudici e anche senza una richiesta dell'accusa.
La legge non si applica nello stesso modo ai cittadini israeliani, compresi i coloni, sottoposti alla giurisdizione dei tribunali civili. È proprio questa differenza ad aver alimentato le accuse di discriminazione e i ricorsi presentati davanti all'Alta Corte di giustizia israeliana.
Il provvedimento è stato successivamente inserito anche nelle disposizioni di sicurezza applicate in Cisgiordania dal comando centrale delle Forze di difesa israeliane. Secondo le nuove norme, i condannati alla pena capitale dovranno essere tenuti separati dagli altri detenuti e l'esecuzione dovrebbe avvenire entro novanta giorni.
I familiari delle vittime nominati come ispettori
Ben Gvir aveva già annunciato a giugno un altro passaggio della sua strategia. Sei familiari di vittime di attentati, appartenenti al "Choosing Life Forum", sono stati nominati ispettori ufficiali incaricati di vigilare sulle condizioni dei detenuti condannati a morte e sull'applicazione della nuova legge. Queste le parole del ministro:
"Nessuno merita più delle famiglie che hanno pagato il prezzo più alto nella lotta al terrorismo di far parte del meccanismo di controllo per l'applicazione della legge".
Gli ispettori, secondo Ben Gvir, avranno quindi un ruolo nella supervisione dell'attuazione della pena capitale. Una scelta che il ministro presenta come una forma di riconoscimento nei confronti delle famiglie delle vittime, ma che inserisce direttamente queste ultime nel meccanismo previsto per l'applicazione delle condanne.
Israele non esegue una condanna capitale dal 1962
La costruzione del nuovo centro segna una svolta per Israele, che non esegue una condanna a morte dal 1962. L'ultima esecuzione risale a quell'anno, quando venne impiccato Adolf Eichmann, uno dei principali organizzatori della deportazione e dello sterminio degli ebrei durante il nazismo.
La nuova normativa introduce quindi nuovamente la pena capitale nel sistema israeliano, limitandola ai casi previsti dalla legge sul terrorismo e, nella sua applicazione più controversa, ai palestinesi sottoposti alla giurisdizione militare nei territori occupati.
La decisione ha suscitato forti critiche da parte di organizzazioni per i diritti umani e della comunità internazionale, anche per la differenza di trattamento prevista tra palestinesi e cittadini israeliani.