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19 Maggio 2022
14:22

“I Talebani ci hanno tolto ogni diritto”: il grido di libertà delle donne afghane a Fanpage.it

L’Afghanistan è alle prese con una gravissima crisi umanitaria mentre le donne vengono private dei propri diritti. “Noi qui non siamo più libere, abbiamo perso tutto con l’arrivo dei Talebani – spiega a Fanpage.it l’attivista afghana Shafiqa – siamo come immobili, costrette a una vita che non è nostra e il mondo non deve dimenticarsi di noi”.
A cura di Chiara Ammendola
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Shafiqa durante l’intervista
Shafiqa durante l’intervista

Shafiqa è un'attivista afghana che ha passato la sua vita ad aiutare gli altri, dopo aver collaborato con numerose associazioni no profit ed enti governativi internazionali, si trova ora, come tante donne in Afghanistan impossibilitata a fare il suo lavoro. "Le donne qui non sono libere, hanno perso quasi tutti i diritti con l'arrivo dei Talebani. Sono come bloccate, immobili, costrette a una vita che non è la loro", spiega a Fanpage.it dalla sua casa di Kabul, Shafiqa che in passato ha anche collaborato con la ong italiana Pangea Onlus. Dopo la salita al potere dei Talebani pian piano ogni diritto acquisito negli anni dalle donne sta svanendo, le scuole e le università sono state chiuse, nei luoghi di lavoro vige una sorta di segregazione che vuole gli uomini e le donne divisi e per strada c'è l'obbligo di coprire il proprio volto per poter camminare: "L'Afghanistan sta vivendo una crisi umanitaria gravissima, economicamente le persone non riescono a sopperire ai propri bisogni, in media ogni famiglia riesce a consumare solo un pasto al giorno e c'è chi non ha nemmeno quello. La situazione peggiora di giorno in giorno".

Shafiqa come vivono le donne in Afghanistan in questo momento?
Le donne qui non sono libere, hanno perso quasi tutti i diritti con l'arrivo dei Talebani. Sono come bloccate, immobili, costrette a una vita che non è la loro. Qui si rischia ogni giorno. Nelle università e nelle scuole l'accesso è ancora vietato alle donne che sono costrette a studiare di nascosto, perché secondo l'Emirato Islamico le donne non devono avere accesso a nessun tipo di formazione scolastica.

Tu lavori in un ospedale. Cosa è cambiato per te e per il tuo lavoro dopo l'arrivo dei Talebani?
La situazione è difficoltosa, anche per noi donne che lavoriamo. I Talebani hanno diviso le uffici nei luoghi di lavoro e separato le donne dagli uomini, in una sorta di segregazione: non possono avere contatti di nessuno tipo. In caso di violazione le punizioni possono essere severe.

E ora i Talebani hanno introdotto l'obbligo del burqa, di nuovo
Le donne devono assolutamente coprirsi quando escono. Tutte le donne qui indossano un hijab ma all'interno della città è obbligatorio coprirsi con quello che noi chiamiamo chadar e con delle maschere sul viso o con il burqa. È impossibile uscire senza, basta passeggiare per le strade: le poche donne che camminano sono coperte.

In aggiunta l'Afghanistan è in forte difficoltà economica e a pagare il prezzo maggiore cono civili
I servizi sanitari e di assistenza del governo sono praticamente assenti. Al momento il nostro paese sta vivendo una crisi umanitaria fortissima, economicamente le persone non riescono a sopperire ai propri bisogni, in media ogni famiglia riesce a consumare solo un pasto al giorno. La situazione peggiora di giorno in giorno, i fabbisogni quotidiani sono difficili da soddisfare, qui le persone non riescono nemmeno a comprare il cibo di cui hanno bisogno per sopravvivere, figuriamoci il resto.

In aggiunta sono tornate le esplosioni e gli attentati a Kabul. Vi sentite al sicuro?
Qui nessuno è al sicuro. Io lavoro in un ospedale e a collaboro con diverse organizzazioni internazionali, ma no non posso dire di sentirmi al sicuro. Come tutte le famiglie afghane ogni giorno combatto con problemi economici e di salute, e anche di sicurezza. Questa città vive nel terrore ogni giorno, le esplosioni avvengono ogni giorno ma i media internazionali non ne parlano. Quella di qualche settimane fa che ha colpito la scuola uccidendo anche degli studenti è solo una delle tante.

Com'è cambiata la vita per gli afghani dopo il 15 agosto 2021? 
Prima le donne lavoravano nel governo, negli ospedali, nelle aziende pubbliche e private, ma ora non più. Tutto ciò che era prima l'Afghanistan non lo è più. Nel nostro piccolo, la mia famiglia è tra quelle che possono considerarsi fortunate. Continuiamo ad avare un lavoro e mangiare, quando possiamo, ma per la maggior parte della popolazione non è così.

Ci sono ancora organizzazioni umanitarie a Kabul? Chi aiuta gli afghani?
Ce ne sono alcune ma sono poche rispetto a prima. Quelle rimaste sono fondamentali per aiutare i più poveri, chi non ha cibo né assistenza sanitaria e rischia di morire per questo, ma la maggior parte degli enti non governativi o rappresentativi dei paesi esteri, ambasciate comprese, ha lasciato l'Afghanistan. Tutti hanno abbassato la serranda e sono partiti. La maggior parte delle associazioni è del posto e riesce a fare quello che può?

Vi sentite abbandonati?
Io ho lavorato la mia intera vita per i bisognosi, per le donne, per i bambini… ho lavorato con l'Italia, con la Germania, gli Stati Uniti, l'India. E sì, io come tante altre donne sono stata abbandonata e lasciata qui dove le cose soprattutto sono difficili soprattutto per noi. Le donne afghane continuano a combattere ma hanno bisogno di aiuto.

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