Glifosato, voto in Commissione slitta ancora. Greenpeace: “Rinnovo licenza è un trucco”
Oggi gli Stati membri dell'Ue avrebbero dovuto votare la proposta della Commissione per rinnovare l'autorizzazione alla vendita e all'utilizzo del glifosato, la molecola alla base di un prodotto chimico utilizzato in agricoltura. Il rinnovo della licenza, che scade il prossimo 15 dicembre, dovrebbe valere per altri 5 o 7 anni.
Ma il voto è slittato: la riunione del comitato Ue per gli alimenti, mangimi e piante che oggi avrebbe dovuto esprimersi su una proposta di rinnovo dell'erbicida si è conclusa con un buco nell'acqua. "La Commissione ha preso atto delle posizioni delle diverse delegazioni degli stati membri – dice la portavoce dell'esecutivo Ue per la salute – su cui rifletterà e annuncerà prossimamente la data della prossima riunione".
Così ha twittato il ministro dell'Ambiente del Lussemburgo Carole Dieschbourg. La decisione è stata rimandata a novembre, quando si terrà una nuova riunione. Durante l'incontro di oggi si sono discusse le diverse opzioni circa la durata dell'autorizzazione al commercio della molecola erbicida. Nessuna delle proposte ha raccolto la maggioranza qualificata necessaria a prendere una decisione, anche perché diverse delegazioni hanno chiesto tempo per consultare i governi nazionali.
Ieri il Parlamento dell'Ue con 355 voti favorevoli, 204 contrari e 111 astensioni ha chiesto, attraverso una risoluzione non vincolante, ha chiesto entro il 2022 il divieto totale degli erbicidi a base di glifosato e limitazioni immediate per la vendita della sostanza prodotta dalla multinazionale Monsanto.
Per Greenpeace Europa, la proroga della licenza per un periodo che andrebbe da 5 a 7 anni non è altro che un trucco: "Quello che conta è quanto e come si usa il glifosato, non quanto dura la licenza. Il Parlamento europeo e gli europei vogliono un divieto, non un trucco che non cambia nulla", ha dichiarato la coordinatrice per le politiche alimentari dell'organizzazione Franziska Achterberg. Stamattina la coalizione di associazioni della campagna "Stop glifosato" ha manifestato ancora davanti al palazzo dove si è tenuta la riunione di esperti Ue.
In una nota l'Europarlamento ha scritto: "Il processo comunitario di valutazione dei rischi, da effettuare prima di rinnovare la licenza della sostanza, desta preoccupazione, poiché l’Agenzia per i tumori dell’Onu e le Agenzie dell’Ue per la sicurezza alimentare e per i prodotti chimici sono arrivate a conclusioni divergenti per quanto riguarda la sua sicurezza". E poi ha aggiunto: "I documenti interni della Monsanto – l’azienda proprietaria e produttrice del Roundup, di cui il glifosato è la principale sostanza attiva – che sono stati resi pubblici, hanno fatto sorgere dubbi in merito alla credibilità di alcuni studi utilizzati dall’Ue ai fini della valutazione della sicurezza del glifosato. La procedura di autorizzazione comunitaria, inclusa la valutazione scientifica delle sostanze, dovrebbe basarsi unicamente su studi soggetti a revisione paritetica e su studi indipendenti pubblicati e commissionati dalle autorità pubbliche competenti. Le agenzie dell’Ue dovrebbero essere dotate di risorse sufficienti per consentire loro di lavorare in questo modo". Anche il Parlamento europeo dunque solleva dubbi sull'effettiva indipendenza dei pareri emessi dall'Efsa e dall'Echa, rispettivamente nel 2015 e nel 2017. Le due agenzie, diversamente dallo Iarc, istituto che dipende dall'Oms, sostenevano la non tossicità della sostanza.
L'Italia ha espresso parere contrario all'eventuale rinnovo: "Bene il voto contrario dell'Italia al rinnovo del glifosato, è un atto di responsabilità", ha detto Federica Ferrario, responsabile campagna Agricoltura di Greenpeace Italia. "Dieci, sette o cinque anni non cambia nulla, non si può dare il via libera a una sostanza che sta inquinando l'ambiente e che è probabilmente cancerogena per gli esseri umani".