Giustiziato in Cina Xu Yao: condannato a morte per aver avvelenato il suo socio e magnate dei videogiochi

È stato giustiziato in Cina Xu Yao, condannato a morte nel 2024 per aver ucciso nel 2020 Lin Qi, magante dei videogiochi, a capo della Yoozoo Games, società diventata famosa per aver detenuto i diritti dell'adattamento cinematografico della trilogia di fantascienza da cui Netflix ha tratto la serie "Il problema dei 3 corpi", diventato nel 2024 uno dei programmi più visti della piattaforma di streaming.
Xu era stato condannato nel 2024 e la sua esecuzione, avvenuta presumibilmente il 21 maggio, è stata confermata oggi dalla sua ex azienda in un comunicato, che aggiunge: "Giustizia è stata finalmente fatta. Siamo profondamente addolorati per la scomparsa del signor Lin ed esprimiamo le nostre più sentite condoglianze alla famiglia", si legge ancora nel comunicato, come riporta la BBC.
La morte di Lin fu uno shock per l'industria dei videogiochi in Cina e non solo. L'uomo, che aveva solo 39 anni al momento del decesso, aveva infatti fondato la Yoozoo Games, la casa di sviluppo con sede a Shanghai nota soprattutto per il gioco Game of Thrones: Winter Is Coming. All'epoca, si stimava che il suo patrimonio netto si aggirasse intorno ai 6,8 miliardi di yuan (circa 941 milioni di dollari), secondo la Hurun China Rich List.
Nel 2018, Lin nominò Xu a capo di Three-Body Universe, una controllata incaricata di gestire i progetti legati al franchise di fantascienza. Per altro fu proprio Xu Yao ad aver aiutato la Yoozoo Games ad ottenere i diritti della trilogia andata in onda su Netflix. Ma due anni dopo i due ebbero una serie di scontri, dopo che Lin decise di affidare la gestione operativa ad altri dirigenti. Poi, a dicembre del 2020, il 39enne fu portato in ospedale dopo essersi sentito male. Nove giorni dopo ne fu dichiarato il decesso. I medici trovare nel suo sangue cinque diverse tossine.
Pochi giorni dopo, fu arrestato Xu Yao. Come ricostruito in seguito, quest'ultimo aveva regalato a Lin una bottiglia di quello che aveva presentato come un probiotico, ma conteneva tossine letali acquistate sul "dark web".