Avvelenate a Campobasso, le vittime potrebbero aver cercato informazioni sulla ricina: analisi sulle chat

La Questura di Campobasso si prepara ad avviare gli accertamenti tecnici irripetibili su dispositivi elettronici sequestrati in casa di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, mamma e figlia rispettivamente di 55 e 15 anni morte per sospetto avvelenamento da ricina.
Da tempo al centro dell'attenzione degli inquirenti ci sono alcuni messaggi pubblicati su un forum da un utente anonimo in cui vengono chieste informazioni sulla ricina: dagli effetti alla possibilità che la sua presenza possa essere scoperta durante il pasto. Domande giustificate dall'utente con lo svolgimento di ricerche per la stesura di un romanzo.
Anche alla luce di queste informazioni, gli investigatori cercheranno nei telefoni e nel pc sequestrati dall'abitazione di Pietracatella, dati utili per accertare "rapporti, relazioni e legami correlabili alle navigazioni internet dirette a procurarsi ricina" da parte delle due vittime.
Chat e ricerche serviranno quindi agli inquirenti per capire se le stesse avessero fatto ricerche sulla sostanza tossica che le ha uccise nei giorni immediatamente successivi al Natale. I consulenti tecnici dovranno estrapolare i contenuti inerenti alla patologia da ricina dalle chat di Sara e di sua madre.
Al vaglio anche i commenti relativi alle modalità di cura da parte dei medici e dei paramedici che hanno seguito le due donne quando sono arrivate al pronto soccorso dell'ospedale Cardarelli di Campobasso. Si cercheranno quindi anche le opinioni relative ai "trattamenti sanitari ricevuti, anche a riscontro del tipo di monitoraggio clinico eseguito sulle pazienti".
Al momento, infatti, sono due i filoni d'indagine seguiti dagli investigatori. Il primo in ordine cronologico è quello di omicidio colposo per colpa medica che vede indagati cinque medici. Il secondo, avviato alla scoperta della ricina nell'organismo delle due donne, è contro ignoti con l'ipotesi di omicidio premeditato.
Le due donne avrebbero iniziato a stare male già dal 27 dicembre, come ha dichiarato l'infermiere che quella mattina si è recato nella loro abitazione. L'uomo ha dichiarato in Questura che al suo arrivo le due erano già in gravi condizioni: Sara delirava e Antonella non parlava. Da lì la corsa al pronto soccorso, seguito poi dal decesso nelle ore immediatamente successive.