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Mamma e figlia morte a Campobasso

Avvelenate da ricina, la zia di Antonella: “Nessuno dice la verità. Il parroco potrebbe sapere qualcosa”

Una zia di Antonella Di Ielsi, morta insieme a Sara Di Vita, ai giornalisti: “Lei frequentava la parrocchia insieme anche alla figlia. Magari il parroco potrebbe sapere qualcosa, può darsi si sia confidata con lui”.
A cura di Susanna Picone
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Risponde alle domande dei giornalisti parlando chiaramente di un "omicidio", nega di aver mai sentito parlare di ricina prima e soprattutto pensa che qualcuno sa qualcosa e non lo dice. Intercettata dalle telecamere di "Dentro la Notizia", a intervenire sul giallo di Pietracatella – ovvero la morte ancora misteriosa di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara Di Vita – è una zia della donna.

Racconta di non aver "mai sentito parlare della ricina prima", non sa come il veleno sia arrivato sulla tavola della famiglia Di Vita nei giorni di Natale ma sospetta che "è stato un qualcosa di elaborato, studiato, programmato". "Nessuno vuole dire la verità, c'è qualcuno che sa, ma non parla", dice convinta la zia di Antonella. A suo parere anche don Stefano Fracassi, il parroco di Pietracalla che è stato di recente ascoltato dagli inquirenti, potrebbe sapere qualcosa. Con il sacerdote, infatti, Antonella si sarebbe confidata poco prima di morire. La speranza – dato che si parla sempre più di una possibile "pista familiare" – è che effettivamente il sacerdote possa essere a conoscenza di eventuali tensioni confidate dalla donna. "Antonella frequentava la parrocchia insieme anche alla figlia. Magari il parroco potrebbe sapere qualcosa, può darsi si sia confidata con lui", ha detto ancora la zia davanti alle telecamere. "Magari sa proprio lui la verità", aggiunge, "ma tutti i nomi vengono al pettine".

Intanto in Questura a Campobasso anche questa settimana sono stati ascoltati testimoni nell'ambito delle indagini sulla morte di madre e figlia a Pietracatella. Come si diceva, le indagini della Squadra Mobile si concentrato soprattutto nell'ambiente familiare, e in particolare l’attenzione sarebbe concentrata su due persone. Più volte è stata ascoltata, tra gli altri Laura Di Vita, cugina di Gianni, che sarà di nuovo in questura la prossima settimana. Fino a pochi giorni fa Laura Di Vita ospitava in casa Gianni e la figlia Alice, che adesso si sono trasferiti a Campobasso.

Oltre agli interrogatori, al vaglio degli inquirenti ci sono anche una serie di messaggi postati online prima della morte di mamma e figlia nei quali un anonimo chiede se "l'acquisto di grandi quantità di ricina è tracciato" e se l'acquisto dei semi può essere "segnalato alle autorità doganali". "La pista degli account e dei forum va verificata per risalire a chi ha fatto quelle richieste”, ha detto nei giorni scorsi anche l'avvocato Vittorino Facciolla, legale di Gianni e Sara Di Vita.

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