Giallo sullo studente italiano morto a Parigi, spunta l’ipotesi del suicidio

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In un primo momento gli inquirenti francesi avevano parlato di un’aggressione, forse un tentativo di furto finito male, avvenuto nella notte tra venerdì e sabato. Ciro Ciocca, 21 anni, è morto dopo giorni di agonia.

E’ giallo sulla morte di Ciro Ciocca, lo studente 21enne di Riccia (Campobasso) deceduto dopo giorni di agonia a Parigi, dove si trovava per l'Erasmus. Se in un primo momento si era parlato di un’aggressione, forse dovuta a un tentativo di furto finito male, ora gli investigatori francesi sembrano tendere a privilegiare l'ipotesi del suicidio. Lo scrive l’agenzia Ansa, che cita fonti francesi.

Ciro era stato ricoverato in ospedale nella notte tra venerdì 2 e sabato 3 settembre. Le sue condizioni erano peggiorate, fino alla morte, avvenuta ieri, cioè cinque giorni dopo la presunta aggressione. La notizia si è subito diffusa sui social network, col fratello del giovane, Gianluigi, che ha scritto Facebook: "Non doveva succedere a lui!!!!". Poi si rivolgeva a Dio: "Se esisti davvero fai qualcosa!!!". E Alle 2,16 della notte di un sabato di settembre appena iniziato scriveva: "Non doveva succedere a lui". "Sgomento" e "profondo cordoglio" alla famiglia e alla comunità di Riccia, è stato poi espresso dal presidente della Regione Molise, Paolo di Laura Frattura.

Della vicenda si sta comunque occupando la gendarmeria francese. Il papà del giovane, Salvatore Ciocca, funzionario all’Agenzia regionale per lo sviluppo agricolo (Arsarp), e i familiari, erano volati a Parigi, ma senza rilasciare alcuna dichiarazione, e nella serata di ieri sono ripartiti per Campobasso. Come detto, la prima ricostruzione parlava di una rapina finita male: il 21enne sarebbe stato colpito con vari fendenti durante il tentativo di furto di un telefonino e di un computer nell’appartamento in cui viveva nella capitale francese. Ma nella tarda serata di mercoledì è trapelata un’altra verità: il ragazzo si sarebbe tolto la vita.

"Perdere un nostro studente Erasmus è come perdere un figlio, quanto di peggio possa accadere. Siamo affranti, vicini alla famiglia e io personalmente sono in contatto con il padre". Sono le parole di Matteo Lorito, direttore del Dipartimento di Agraria dell'Università degli studi Federico II a Portici (Napoli), in merito alla vicenda di Ciro. Il giovane era iscritto al corso di laurea in Tecnologie alimentari. "Non conoscevo personalmente Ciro ma chi me ne ha parlato lo ha descritto come una bella persona, un ragazzo perbene. Contatti sono in corso in queste ore anche con il responsabile del programma Erasmus", aggiunge Lorito.

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