La paura dopo il fermo degli agenti e l’invito a non sparare rivolto ai poliziotti che gli puntano una pistola contro la testa, poi le proteste per l’arresto e i tentativi per evitare di essere messo nella volante fino a quel gesto dell'agente Derek Chauvin che per otto minuti ha tenuto il ginocchio sul suo collo soffocandolo a morte. Sono gli ultimi istanti di vita di George Floyd ripresi da una bodycam, una telecamera installata sulla divisa di uno degli agenti direttamente coinvolti nell’arresto dell’afroamericano insieme a Chauvin, e ora al vaglio del tribunale che si sta occupando del caso.

Il filmato, che segue molti altri analoghi registrati però dai passanti, dura circa 30 minuti e offre quello che finora è il resoconto più dettagliato dell'episodio che ha portato alla morte di George Floyd. Il filmato, che era già trapelato nei giorni scorsi, è stato rilasciato ufficialmente dal tribunale di Minneapolis e rappresenta quello che hanno registrato le telecamere dei due agenti Thomas Lane, 37 anni, e Alex Kueng, 26 anni, i due poliziotti che facevano parte della squadra guidata da Chauvin.

Il filmato parte dal fermo di Floyd avvenuto in strada il 25 maggio scorso, al termine delle celebrazioni per il Memorial Day per un presunto biglietto da 20 dollari falso consegnato a un commerciante poco prima. Quando gli agenti si avvicinano ala vettura George Floyd smererà già preoccupato e alla vista dea pistola puntata contro chiede loro di non sparare. Poi l’arresto prosegue senza troppi intoppi e Floyd viene ammanettato e fatto sedere sul marciapiede.

Al momento di entrare nella volante però l’uomo si divincola e protesta fino a quando gli agenti lo scaraventano a terra in strada e mettendo in atto quella presa con il ginocchio sul collo che ha portato alla sua morte e alle proteste in tutto il mondo. Come già era emerso, George Floyd ripete a lungo di non riuscire più a respirare ma ormai nessuno degli agenti lo ascolta più. Il filmato si conclude con il triste arrivo di un’ambulanza su cui gli operatori caricano il corpo dell’uomo armai già esanime