Francia. Agricoltori rompono 100 mila uova per protesta

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“E’ un pasticcio terribile e presto si inizierà a sentire un odore davvero molto brutto” ha detto un negoziante, fuori dall’ufficio delle tasse di Carhaix-Plouguer, dove gli avicoltori hanno manifestato: protestano per i prezzi troppi alti del settore, legati all’entrata in vigore di una norma europea volta a tutelare il benessere delle galline.

E' una protesta quantomeno originale quella che gli allevatori di pollame francesi stanno portando avanti in questi giorni: gli agricoltori hanno rotto 100mila uova davanti ad un ufficio tributario in Bretagna, per protestare contro i bassi prezzi del settore. I manifestanti hanno promesso di portare avanti la loro protesta frantumando ogni giorno 100mila uova, vale a dire il 5 per cento della produzione quotidiana della Bretagna. Un quantitativo non scelto certo a caso. Chiedono infatti che la produzione in Francia sia tagliata del 5 per cento per avere un aumento dei prezzi. "E' un pasticcio terribile e presto si inizierà a sentire un odore davvero molto brutto" ha detto un negoziante.

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"E' una strana protesta, ma creerà una enorme pubblicità". Gli agricoltori lamentano il fatto di riuscire ad ottenere solo un minimo profitto dalle vendite, a causa di una rigida direttiva europea entrata in vigore nel gennaio volta a tutelare il benessere delle galline. Essa ha portato ad un aumento dei costi di produzione che però non hanno significato anche un aumento del prezzo delle uova. Gli avicoltori sostengono di essere pagati attualmente 75 centesimi per ogni chilo di uova, ma i loro costi di produzione sono schizzati a 95 centesimi. La protesta è avvenuta a Carhaix-Plouguer.

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