Dopo quasi un mese di lockdown nella maggior parte dei Paesi per frenare la seconda ondata di Coronavirus, l'Europa torna a respirare. Il numero dei contagi è diminuito rispetto ai dati dello scorso ottobre e la pressione sui sistema sanitari sembra essere più sostenibile. Ma, come ha avvertito ieri l'Organizzazione mondiale della Sanità, il Vecchio Continente dovrà attrezzarsi per evitare un nuovo tsunami di Covid-19 a gennaio, subito dopo le feste di Natale. Pertanto, molti governi stanno pensando di allentare le misure restrittive in vista delle feste invernali, ma non troppo. Anche perché, seppur la curva dell'infezione si va raffreddando, i nuovi casi sono comunque numerosi. Basti pensare che secondo l’Oms, sulla base dei dati aggiornati al 21 novembre, nella lista delle 10 nazioni a livello globale con il più alto incremento giornaliero di positivi ci sono 6 europee, tra cui l'Italia, al terzo posto. Ecco la situazione Paese per Paese.

Germania

La Germania è il sesto paese al mondo per incremento giornaliero dei nuovi casi di Coronavirus. Ne sono stati 22.964 nelle ultime 24 ore. Poco meno dell'Italia, dunque, ferma a quota 24mila, e a poco meno di un mese dall'introduzione del lockdown soft annunciato da Angela Merkel con chiusura di bar e ristoranti, ma lezioni in presenza per le scuole. Ancora basso il numero delle vittime, 254 rispetto a ieri, per un totale dall'inizio dell'emergenza sanitaria di 13.884 morti Covid. L’incidenza su 100mila abitanti in sette giorni è di 139, ancora lontana dalla soglia dei 50 che si vuole raggiungere, "ma almeno non è aumentata", come ha commentato Lothar Wieler, presidente del Robert Koch Institut. Rispetto allo scorso ottobre il numero dei casi è diminuito oltre a stabilizzarsi ed anche se a breve il blocco totale sarà eliminato, resteranno alcune restrizioni soprattutto in vista del Natale: oltre allo stop ai tradizionali mercatini di Natale, la cancelliera ha assicurato ai suoi cittadini che "non passeranno il Natale da soli", ma solo se fino a quel momento seguiranno le regole. Niente da fare per Capodanno però, per i festeggiamenti tutto rimandato al 2021.

Francia

Rispetto ai 70mila casi di fine ottobre, quando il presidente Emmanuel Macron ha annunciato il secondo lockdown nazionale dopo aver provato misure più localizzate, la situazione in Francia sembra andarsi stabilizzando su numeri più bassi. Ieri sono stati registrati 13.157 nuovi casi. Il numero delle vittime è aumentato in 24 ore di 215, e il totale è ora di 48.732 dall’inizio dell’epidemia. Ulteriormente sceso il tasso di positività dei test, al 14%. Il picco, come aveva annunciato la scorsa settimana il ministro della Salute Veran, è dunque stato superato e ad inizio dicembre le misure dovrebbero essere allentate secondo un piano diviso in tre fasi e graduale per evitare di ritrovarsi a gennaio con la pandemia di nuovo fuori controllo. Addirittura è probabile che resterà attivo il coprifuoco fino alla metà di gennaio, proprio come il divieto di stare in compagnia di più di sei persone negli spazi chiusi. Il presidente Macron parlerà alla nazione martedì 24 novembre per annunciare tutti i nuovi provvedimenti.

Polonia

Sono ancora 17.856 i nuovi casi registrati in Polonia nelle ultime 24 ore. Il Paese, tra i più colpiti dalla seconda ondata di Coronavirus, era diventato "zona rossa" tre settimane fa. Una sorta di semi-lockdown che però pare non stia portando i frutti sperati. Il premier ha annunciato dunque, per sabato prossimo, la chiusura dei ristoranti, che per due settimane potranno servire soltanto cibo da asporto, e delle scuole dalla quarta dell’ottava classe: passeranno alla didattica online, così come già avvenuto per medie e superiori. Scatta anche il divieto di incontro per gruppi oltre le cinque persone, mentre gli anziani sopra i 70 anni sono invitati a restare a casa.

Gran Bretagna

Il lockdown ha fatto bene anche al Regno Unito, dove i contagi registrati nelle ultime 24 ore sono stati 18.662 e i decessi 398. Il blocco totale scadrà il prossimo 2 dicembre e il premier Boris Johnson non è intenzionato ad una proroga, che sarà invece sostituita dalla riattivazione di una serie di restrizioni regionali a tre livelli, secondo il cosiddetto "Piano invernale Covid" del governo. Un portavoce di Downing Street ha dichiarato che le attuali restrizioni hanno "contribuito a riportare il virus sotto controllo" e "alleggerito le pressioni sul sistema sanitario nazionale (National Health Service)". Ciò significa che anche a Londra e dintorni il mese di dicembre non sarà all'insegna del "liberi tutti", anche se riapriranno negozi e palestre. Anzi, l'esecutivo sta pensando anche ad una serie di misure per salvare il Natale, concedendo cinque giorni di tempo, dal 24 al 28 dicembre, alle famiglie per riunirsi in piccoli gruppi. Ma al momento si tratta solo di ipotesi.