Una forte esplosione ha avuto luogo a Zhuhai, nella provincia cinese del Guangdong meridionale, martedì pomeriggio. A confermarlo è l'Ufficio di gestione delle emergenze di Zhuhai in una nota: "Verso le 13:40 (GMT 5:40) del 14 gennaio, la Zhuhai Changlian Petrochemical Co., Ltd. nel distretto di Gaolanguang ha preso fuoco", si legge in un comunicato pubblicato su Weibo, l'equivalente cinese di Twitter. Fortunatamente nell'incidente non ci sono state vittime, ha affermato l'autorità locale. È stata avviata un'indagine.

La Guangdong Radio and Television, una società di radiodiffusione locale, ha pubblicato sul suo account Weibo verificato un filmato che mostra un’enorme palla di fuoco a seguito della deflagrazione e del fumo nero che emerge dall’ impianto chimico (Changlian Petrochemical Plant).

I vigili del fuoco di Zhuhai hanno inviato sul posto almeno 40 autopompe e 200 pompieri. Anche i vigili del fuoco nella vicina città di Guangzhou, Foshan, Jiangmen e Zhongshan hanno fornito assistenza, secondo quanto riferito dalla CCTV. L'autorità sta indagando sulla causa dell'incidente.

Gli incidenti industriali sono piuttosto comuni in Cina, dove le norme di sicurezza sono spesso mal applicate. Nel marzo dell'anno scorso, un'esplosione in uno stabilimento chimico nella provincia orientale di Jiangsu ha ucciso 78 persone e ne ha ferite centinaia. Quattro mesi dopo, a luglio, un episodio analogo ha fatto 15 morti in un impianto di gas nella Cina centrale. Tra i peggiori incidenti degli ultimi tempi c'è anche quello avvenuto 2015 in un deposito chimico nella città portuale di Tianjin che ha ucciso 173 persone, la maggior parte dei quali pompieri e agenti di polizia. Secondo quanto ricostruito la causa dell'esplosione fu da attribuire ad costruzione illegale e allo stoccaggio non sicuro di materiali volatili.