Strage di Crans-Montana in Svizzera

“Chi svelerà il nome del benefattore di Moretti sarà in pericolo”: i genitori di una delle vittime di Crans-Montana

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Jacques Moretti
I genitori di un ragazzo di 16 anni, tra i 41 giovani morti nell’incendio di Crans-Montana la notte di Capodanno, precisano: “Nostro figlio è stato ucciso perché erano bloccate le uscite di sicurezza. Chi farà il nome di chi ha pagato la cauzione per far uscire Moretti dal carcere, sarà in pericolo”.

"Chi farà il nome di chi ha pagato la cauzione a Jacques Moretti per farlo uscire dal carcere sarà in pericolo". Parlano i genitori di un ragazzo di 16 anni, tra i 41 giovani morti nell'incendio di Crans-Montana la notte di Capodanno. I genitori, ospiti del programma tv Lo Stato delle Cose, hanno tenuto a sottolineare: "Nostro figlio è stato ucciso perché erano bloccate le uscite di sicurezza. Non è morto di una morte naturale, è stato ucciso dal Comune e dai proprietari. La porta di emergenza era bloccata con una sedia. Il soffitto non era a norma. Questo quindi è un omicidio".

Tra i misteri della strage c'è ancora oggi il nome di chi ha pagato la cauzione per far uscire dal carcere in Svizzera Jacques Moretti, accusato di omicidio e incendio colposo con la moglie per la morte di 41 ragazzi nel suo locale a Crans Montana. La libertà è costata una cauzione di 200mila franchi svizzeri (circa 215mila euro) e a versarla all'autorità è stato un benefattore il cui nome non è stato reso pubblico.

Ma perché è un problema fare il suo nome? "In Svizzera non c'è omertà, c'è collaborazione tra amici. Si conoscono un po' tutti", spiegano nella trasmissione di Massimo Giletti i genitori della giovane vittima. Che aggiungono: "Finché ci sono giudici Vallesi sulle indagini non ci sarà mai la verità. I nomi che escono sul possibile benefattore sono grandi nomi, con grandi influenze. I nomi usciranno, ma la prima persona che li farà sarà in pericolo. Noi abbiamo grandi sospetti su chi potrebbe essere, aspettiamo la prova finale. Oggi il cantone è piccolo. Il nostro è un villaggio e Moretti lavorava con alcune persone, i soldi arrivavano da Dubai. Quindi è facile incrociare i dati e avere un nome".

Una volta fuori dal carcere di Sion, Jacques Moretti è tornato dalla sua famiglia: ha trascorso la prima notte da libero nella villa di famiglia a Lens insieme alla moglie Jessica e ai due figli, di cinque anni e dieci mesi. Ma intanto le indagini nei suoi confronti e nei confronti di sua moglie vanno avanti. Per questo l’uomo rimarrà sottoposto ad altre misure cautelari alternative, tutto per prevenire il rischio di fuga. Jacques Moretti è destinatario del divieto di lasciare il territorio svizzero, l’obbligo di depositare tutti i documenti di identità e di soggiorno presso la Procura. E ancora: la presentazione quotidiana a una stazione di polizia e l’obbligo di firma periodica.

Intanto si allargano le indagini: dopo i coniugi Jacques e Jessica Moretti, sono stati iscritti nel registro degli indagati anche un ex funzionario del Comune di Crans-Montana e l'attuale responsabile comunale per la sicurezza pubblica. Sono Christophe Balet e il suo predecessore Ken Jacquemoud: Balet è il funzionario che il 3 gennaio ha trasmesso agli inquirenti la documentazione urbanistica e amministrativa relativa al locale, mentre Jacquemoud è attualmente responsabile della sicurezza del comune di Val d'Illiez.

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