Bersani in Francia insieme ad Hollande per un’Europa progressista
Il segretario del Pd è volato ieri a Parigi per la conferenza europea organizzata dalla Fondazione dei progressisti per ottenere l'appoggio delle sinistre del continente alla candidatura di Francois Hollande alle presidenziali francesi come sfidante di Sarkozy. Un'occasione per rilanciare l'azione e la casa comune dei socialisti in Europa con il manifesto dei progressisti europei dal titolo "Un nuovo rinascimento per l'Europa".
Particolare nei toni e nel contenuto il discorso di Bersani dal palco della convention che è stato un incitamento diretto alle sinistre europee a riprendersi la governance del continente dopo una stagione consegnata in mano alle destre. "Questo non è più il tempo dell'attesa, questo è il nostro tempo" ha detto il leader del Partito Democratico incitando i leader delle forze democratiche, progressiste e socialiste europee a unirsi e fare fronte comune contro la destra e i conservatori che ha ricordato "in fondo, la loro chance l'hanno avuta", ma non l'hanno sfruttata a dovere.
"Per una volta noi italiani abbiamo fatto da apripista" ha detto il leader del Pd ai presenti tra cui il socialista tedesco Sigmar Gabriel ricordando la caduta di Berlusconi e auspicando altrettanto per il resto dell'Europa a cominciare dalla vittoria dell'amico François Hollande. Nel ricordare la crisi economica che si è abbattuta sul continente e sulla Comunità Europea, Bersani ha fatto chiaro riferimento alle tante vittorie della destra in molti Paesi che però non ha saputo governare e gestire in un periodo così delicato. Bersani ha ricordato che i conservatori "hanno seminato le loro idee e i loro valori, ma la raccolta si è rivelata disastrosa" soprattutto perché hanno affrontato la crisi singolarmente e con ricette populiste pensando di poter risolvere problemi che invece hanno un'origine sistemica.
Bersani ha invitato all'unione i progressisti europei che devono dire no ed "alzare la voce contro gli squilibri presente oggi" che in gran parte è frutto "dei problemi di bilancio conseguenti alla crisi". Una crisi che ha portato a soluzioni e con "evidenti squilibri macroeconomici e sociali", che in buona parte secondo il leader del Pd sono frutto di politiche economiche sbagliate di "un'austerità cieca". Avanti dunque con il lavoro comune delle sinistre per "rilanciare il grande sogno europeo" attraverso una visione comune di solidarietà e democrazia.