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La lezione dell’Iran all’Europa: meglio resistere agli Stati Uniti che piegare sempre la testa

La bozza di accordo Usa-Iran parla chiaro: il regime di Teheran ottiene tutto in cambio di niente. L’Europa invece dice sempre Sì a Trump, che in teoria è un alleato. Forse stiamo sbagliando qualcosa?
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A questo punto, facciamoci attaccare anche noi dagli Stati Uniti, no? Perché a giudicare dai quattordici punti dell’accordo di pace tra Washington e Teheran, il fantozziano leggerissimo sospetto che convenga essere nemici degli Usa anziché suoi alleati un po’ viene.

Mettiamo in fila i fatti: l’Iran ha ottenuto tutto in cambio di niente. Ha ottenuto il cessate il fuoco in Libano (Netanyahu permettendo), la titolarità sul canale di Hormuz, la fine delle sanzioni, lo sblocco dei capitali detenuti all’estero e pure i risarcimenti dei danni di guerra. In cambio, la riapertura di un canale che prima della guerra americana era chiuso, e la promessa a non fare mai la bomba atomica, che l’Iran ha sempre fatto – semmai erano gli Usa e Israele che adesso cominciano a credergli.

A noi alleati europei, invece? Dazi e minacce di dazi, l’abbandono del fronte ucraino con conseguente aumento delle spese europeo allo sforzo bellico di Kiev, la richiesta di triplicare le spese militari.

C’è qualcosa che non torna? Sì, ma anche no. Perché quel che ha ottenuto l’Iran, piaccia o meno, è il risultato di una scelta strategica chiara: quella di non arrendersi al volere americano, nonostante attacchi militari e minacce pesantissime. E quel che ha ottenuto l’Europa, invece, è il risultato di una scelta strategica altrettanto chiara: fare tutto quel che dice Trump senza fiatare.

Certo, direte voi, ma l’Iran ha una formidabile arma di ricatto come lo stretto di Hormuz, che noi non abbiamo. Vero, ma anche no. Perché noi siamo un mercato unico da 500 milioni di persone, il più ricco al mondo, di queste dimensioni. E questo vale ancora più di Hormuz, per l’economia americana. Non solo: gli Stati europei detengono un terzo del gigantesco debito pubblico americano, che altrove stanno vendendo come se non ci fosse un domani. Armi di ricatto – o di negoziazione, direbbe Trump – pure queste, in teoria. Ma noi ci pieghiamo comunque.

La dura realtà è che l’Iran ci ha mostrato che nell’ultimo anno e mezzo abbiamo creduto a un grande, enorme bluff. Quello di Trump che ci avrebbe schiacciato se non avessimo fatto quel che dice lui. Ecco: magari ricordiamocelo, questo bluff, da adesso in poi.

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Francesco Cancellato è direttore responsabile del giornale online Fanpage.it e membro del board of directors dell'European Journalism Centre. Dal dicembre 2014 al settembre 2019 è stato direttore del quotidiano online Linkiesta.it. È autore di “Fattore G. Perché i tedeschi hanno ragione” (UBE, 2016), “Né sfruttati né bamboccioni. Risolvere la questione generazionale per salvare l’Italia” (Egea, 2018) e “Il Muro.15 storie dalla fine della guerra fredda” (Egea, 2019) e"Nel continente nero, la destra alla conquista dell'Europa" (Rizzoli, 2024). Il suo ultimo libro è "Il nemico dentro. Caso Paragon, spie e metodi da regime nell'Italia di Giorgia Meloni" (Rizzoli, 2025)
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