Belfast, dopo la caccia al migrante molti fuggono, la famiglia dell’uomo ferito dal rifugiato: “Basta violenza”

Le strade di Belfast sembrano ora più tranquille dopo l'ondata di violenza anti migranti seguita al grave ferimento di un residente da parte di un rifugiato sudanese nella capitale dell'Irlanda del Nord. L'eco dei disordini e dei danneggiamenti avvenuti nelle scorse ore però hanno lasciato paura e sgomento oltre ai segni delle devastazioni in diversi quartieri della zona est di Belfast dove giacciono ancora carcasse di auto bruciate e vetri di finestre rotte. Nonostante la promessa di interventi da parte di autorità e polizia, molte famiglie di migranti hanno dichiarato di voler lasciare la città e addirittura il paese dopo una notte in cui hanno temuto per la loro vita.
Sono almeno otto i nuclei famigliari che hanno perso la loro casa, data alle fiamme durante i disordini, e costretti a richiedere un alloggio di emergenza. Come racconta la BBC, tra di loro una famiglia africana che vive in zona da circa 20 anni e che è scappata quando le finestre sono state distrutte e qualcuno ha cercato di entrare mentre una famiglia ucraina è fuggita quando la porta d'ingresso è stata data alle fiamme.
Altre case sono state danneggiate pesantemente e le autorità locali hanno assicurato che stanno valutando i danni subiti dalle proprietà in tutta la città. Alcune famiglie di migranti hanno annunciato di voler lasciare Belfast e addirittura l'Irlanda a causa delle crescenti tensioni nonostante alcuni siano residenti da anni.
Le violenze hanno suscitato condanna unanime da parte dei leader governativi, tra cui il Primo Ministro del Regno Unito Keir Starmer, che ha definito il caos "scioccante e assolutamente inaccettabile", e la premier dell'Irlanda del Nord, Michelle O'Neill, che ha affermato che alcuni gruppi hanno mostrato una "vigliaccheria disgustosa" "bruciando le case delle famiglie".
Al momento tre persone sono state arrestate per i disordini avvenuti ieri sera ma secondo il ministro della sicurezza Dan Jarvis, "Sicuramente ne seguiranno altri". Le accuse sono di sommossa, danneggiamento e aggressione a un agente di polizia. "Il nostro messaggio ai responsabili dei disordini di ieri sera è completamente diverso. A loro diciamo: Sarete scoperti e dovrete affrontare le conseguenze delle vostre azioni" ha dichiarato il rappresentante governativo.
Uno stop alle violenze è stato chiesto anche dalla famiglia del quarantenne ferito lunedì sera in strada dal rifugiato sudanese di 30 anni. In un comunicato i parenti si sono dichiarati "completamente devastati dal terribile attacco" spiegando: "Questo è stato un duro colpo per tutta la nostra famiglia e, in questo momento, la nostra unica priorità è stargli accanto e aiutarlo a guarire. Ringraziamo la popolazione locale che è intervenuta coraggiosamente durante l'attacco. Il vostro intervento tempestivo gli ha letteralmente salvato la vita e non dimenticheremo mai quello che avete fatto per lui in quel momento".
Al contempo affermano che sono "consapevoli delle tensioni e delle voci di proteste seguite a questo incidente" e assicurano: "Vogliamo chiarire in modo inequivocabile che i disordini notturni non sono benvenuti e che la protesta pacifica è l'unica via da seguire. Abbiamo molti migranti che danno un contributo prezioso al nostro Paese, anche nel sistema sanitario e nel settore dell'ospitalità, e dipendiamo da loro per il buon funzionamento del nostro Paese. No vogliamo che questa terribile tragedia venga usata per dividere le persone o alimentare l'ostilità".
