In passato la Nutella ha già dovuto difendersi dalle critiche per l'utilizzo dell’olio di palma. Ora è sotto attacco per un altro ingrediente: le nocciole. Le maggiori catene di supermercati in Australia – Woolworth, Coles e IGA – hanno infatti chiesto spiegazioni alla Ferrero, in seguito a notizie di lavoro minorile in Turchia nella raccolta delle nocciole dirette alla catena di forniture del colosso dolciario di Alba. Un rapporto della Bbc ha rivelato che la maggior parte dei raccoglitori di nocciole sono migranti curdi, compresi bambini. I curdi sono un gruppo di minoranze etniche che vive prevalentemente nel sud-est della Turchia. Per il loro lavoro in una delle oltre 400mila coltivazioni di nocciole a gestione familiare sparse per il Paese, possono essere pagati fino a $ 13 (poco più di 11 euro) al giorno, secondo l’emittente britannica. Una volta raccolte le nocciole, vengono poi vendute ai commercianti indipendenti prima di passare alla Ferrero.

Ferrero si difende

“Questa complicata catena di approvvigionamento rende difficile accertare esattamente da dove provengano”, sostiene Ferrero. "Siamo determinati a prevenire ed eliminare il lavoro minorile lungo tutta la nostra catena di approvvigionamento, con la convinzione che ogni bambino debba essere protetto, con ogni mezzo possibile, da qualsiasi forma di sfruttamento", ha detto un portavoce dell’azienda a Business Insider Australia. “Ferrero si impegna a contribuire a influenzare e guidare cambiamenti sostenibili nel settore della produzione di nocciole. Ciò include la lotta al lavoro minorile con un approccio multi-stakeholder … la complessità della catena di approvvigionamento delle nocciole significa che non può essere realizzata da un singolo attore e la cooperazione è assolutamente essenziale per affrontare la questione del lavoro minorile. Abbiamo adottato, inoltre, diverse misure importanti, come il Codice di condotta Commerciale Ferrero, il programma Ferrero Farming Values, il nostro standard di produzione di nocciole certificato da terze parti e agiamo attraverso partnership con organizzazioni affidabili come Ilo e Utz". Ferrero ricorda inoltre che sta lavorando "con tutti i collaboratori della nostra catena di approvvigionamento di materie prime, per ottimizzarne la tracciabilità. Chiediamo sempre più trasparenza a tutti gli stakeholder per migliorare qualità e sostenibilità in linea con il nostro piano di tracciabilità che coprira' il 100% delle nocciole, entro il 2020″.

I supermercati in Australia insorgono

I supermercati australiani hanno risposto con preoccupazione al rapporto della BBC. Coles ha confermato di aver contattato Ferrero per quanto riguarda i reclami. “Ai sensi delle loro Condizioni commerciali con Coles, i fornitori di marchi proprietari accettano di rispettare la Politica di Approvvigionamento Etico del Gruppo Coles e di gestire i rischi per i diritti umani nelle loro catene di fornitura. Se un fornitore di marchio di proprietà rileva non conformità confermate nella sua catena di fornitura, l'aspettativa di Coles è che questi problemi saranno affrontati e risolti", ha detto un portavoce di Coles a Business Insider Australia.