In Australia altri due casi giudiziari indignano l’opinione pubblica. I pedofili Dylan McCrossin e Mark Gray, avendo formulato una dichiarazione di colpevolezza, potrebbero ottenere una riduzione fino al 40% della pena. Nel territorio australiano è infatti in vigore una legge che concede all’imputato il quasi dimezzamento della pena in caso di confessione. McCrossin e Gray si sono affrettati a procedere in questo senso prima che venga approvata la riforma di legge che chiede di ridurre lo sconto massimo di pena al 25%, attualmente all’esame del Parlamento della Stato South Australia.
Il 40enne Dylan McCrossin, insegnante di sostegno in sette scuole della regione di Adelaide, ha ammesso davanti alla Corte di essere in possesso di materiale pedopornografico. Anche Mark Gray, 56 anni, si è dichiarato colpevole di aver prodotto e diffuso materiale sullo sfruttamento sessuale dei minori.

Ma i casi di McCrossin e Gray sono solo gli ultimi di una serie di vicende giudiziarie australiane che si sono concluse in questo mondo nell’ultimo periodo. La scorsa settimana, il 35enne Matthew James McIntyre, un predatore sessuale che aveva violentato e messo incinta una 13enne, è stato condannato a meno di due anni di carcere dopo aver presentato una confessione. Mentre il 46enne Paul Klosowski, che aveva ucciso a colpi di pistola il figlio 19enne e la fidanzata, in seguito all’ammissione di colpevolezza è riuscito ad ottenere una riduzione della pena del 40%.

"Questa riforma di legge è stata proposta per proteggere meglio la comunità”, ha spiegato la procuratrice generale Vicki Chapman. “Richiede inoltre ai tribunali di prendere in seria considerazione una serie di fattori nel determinare la riduzione della pena. Innanzitutto, se l'imputato ha nascosto il suo crimine e, in caso affermativo, per quanto tempo”.
"La riforma proposta dal mio governo è ferma in Parlamento da settimane”, ha detto Steven Marshall, attuale premier del South Australia. “Ora spetta al partito laburista all’opposizione garantire il rapido passaggio di questa legislazione”.