Frontalmente era un educatore d'infanzia con un lunga esperienza alle spalle in asili per bimbi piccoli ma in realtà dietro quella apparenza si nascondeva un pedofilo che per anni avrebbe abusato sessualmente di minori in tenerissima età, compresi i suoi figli, divulgando poi le raccapriccianti immagini all'interno di una rete composta da diversi pedofili. L'agghiacciante storia arriva dall'Australia dove la polizia locale nelle scorse ore ha arrestato un uomo di 39 anni ritenuto al vertice di una rete locale di pedofili composta da altri quattro uomini, anche loro arrestati. Gli abusi sarebbero avvenuti a Townsville, nel Queensland settentrionale, in un lunghissimo periodo compreso tra il 1995 e il 2020.

La polizia locale per il momento ha individuato almeno 12 vittime, due maschi e 10 femmine, la cui età varia da 18 mesi fino a 16 anni ma le indagini proseguono e gli inquirenti chiedono  alle possibile vittime della rete di pedofili di farsi avanti. Il 39enne è stato accusato di bene 104 reati, tra cui molteplici accuse di stupro di minori, produzione e distribuzione di materiale pedopornografico, bestialità, sfruttamento di minori e spaccio di droga. "Questo individuo ha abusati  dei suoi figli e ha individuato donne vulnerabili nella nostra comunità che avevano bambini piccoli per abusare anche di loro", ha spiegato il sergente maggiore David Miles, detective dell'Unità di protezione dell'infanzia di Townsville, sottolineando che le persone arrestate lavoravano come una rete per scambiarsi materiale sugli abusi sui minori.

Il 39enne ha lavorato in un centro di assistenza all'infanzia di Townsville per diversi anni e proprio in quella struttura si teme siano avvenuti alcuni degli abusi sui bimbi, compresi quelli sui figli. "Stiamo lavorando a stretto contatto con quel centro al momento. Abbiamo identificato alcune vittime che frequentavano quel particolare centro e stiamo lavorando a ritroso attraverso i documenti storici per identificare se ce ne sono altre" hanno spiegato gli inquirenti. Le indagini, partite nel luglio scorso a seguito di una soffiata alla polizia, sono tutt'altro che concluse e potrebbero portare a nuovi arresti.