
Le notizie sulla crisi tra Iran, Usa e Israele di martedì 30 giugno. Niente colloquio diretto tra i negoziatori americani e gli iraniani domani a Doha, ma le parti si parleranno attraverso i mediatoriIl presidente iraniano. Trump: "Chi non abbasserà i prezzi della benzina avrà seri problemi". Pezeshkian: "Se gli Usa rispetteranno l'accordo, noi adempiremo ai nostri impegni". Intanto, media libanesi riferiscono di pesanti bombardamenti contro le città a Sud del Paese.
Commissione Onu: "A Gaza genocidio, bambini palestinesi presi di mira"
Il team investigativo ha stabilito "l'intento genocida delle autorità e delle forze di sicurezza israeliane di distruggere la comunità", non solo nella Striscia, ma anche in Cisgiordania.
Iran, Ghalibaf: "Non avvieremo ulteriori negoziati finché non si attua il memorandum"
Gli incontri attualmente in corso, promossi dall'Iran, mirano a rispettare gli impegni previsti dal memorandum d'intesa e Teheran non avvierà ulteriori negoziati finché non saranno soddisfatte le condizioni del memorandum d'intesa firmato tra Iran e Stati Uniti: lo ha dichiarato in un'intervista alla televisione di stato il capo negoziatore iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, come riporta il Times of Israele. L'Iran, insieme all'Oman, detiene la sovranità sullo Stretto di Hormuz e non scenderà mai a compromessi sui suoi diritti in quest'area, ha dichiarato Ghalibaf, aggiungendo che il transito gratuito nello stretto è consentito solo per 60 giorni, secondo quanto previsto dal memorandum d'intesa.
Iran, riparte l'export di petrolio: 50 milioni di barili venduti dopo la revoca del blocco Usa
L'Iran ha esportato 50 milioni di barili di petrolio greggio nelle due settimane successive alla revoca del blocco imposto dagli Stati Uniti. Lo riferisce il sito di monitoraggio Tanker Trackers, secondo cui il ritmo delle esportazioni ha raggiunto livelli significativi nel mese di giugno 2026.
"Ciò equivale a 1,66 milioni di barili al giorno per giugno 2026", si legge nel rapporto. Tanker Trackers sottolinea inoltre che la maggior parte degli altri Paesi della regione non ha ancora recuperato i livelli di esportazione precedenti alla guerra.
Modi sente Pezeshkian: "La libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz è fondamentale"
Il premier indiano Narendra Modi ha avuto un colloquio con il presidente iraniano Masoud Pezeshkian per discutere dei recenti sviluppi in Medio Oriente. A riferirlo è stato lo stesso leader indiano con un messaggio pubblicato su X.
"Ho parlato con il presidente iraniano dei recenti sviluppi in Medio Oriente", ha scritto Modi, spiegando di aver accolto "con favore i progressi compiuti nei negoziati" e auspicando che il proseguimento degli sforzi possa portare a "una pace duratura nella regione".
Nel messaggio il premier indiano ha inoltre sottolineato l'importanza dello Stretto di Hormuz, ribadendo che la libertà di navigazione in quell'area rappresenta una priorità "per l'India e per il mondo".
Stretto di Hormuz, allerta per le navi: livello di minaccia elevato a "sostanziale"
È stato innalzato il livello di minaccia per le navi in transito nello Stretto di Hormuz, una delle principali rotte energetiche mondiali. Secondo un rapporto sulla sicurezza del Centro congiunto di informazione marittima (Jmic), il rischio è stato portato a livello "sostanziale", nonostante il traffico marittimo sia rimasto stabile nelle ultime 48 ore.
"Il livello di minaccia alla sicurezza marittima per lo Stretto di Hormuz è stato elevato a sostanziale, con un ulteriore rischio di mine persistente e operazioni di sminamento in corso", si legge nel documento.
Il Jmic ha inoltre segnalato il proseguimento di diverse attività considerate potenzialmente rischiose per la navigazione nell'area. Tra queste vengono indicate interferenze alla circolazione delle navi, comunicazioni radio attribuite al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane, movimenti di droni e attività di sorveglianza.
Iran: "Nessun europeo è stato invitato ai funerali dell'ayatollah Alì Khamenei"
L'Iran non ha invitato i rappresentanti di alcun paese europeo al funerale dell'ayatollah Alì Khamenei, ucciso il 28 febbraio nel primo giorno dei bombardamenti di Stati Uniti e Israele. Lo ha riferito il ministero degli Esteri iraniano, a quanto riporta la televisione Irib. "Coloro che si trovano dalla parte sbagliata della storia non avranno l'onore di partecipare a questa cerimonia", ha spiegato.
Sánchez: "Nessun bambino dovrebbe vivere l'orrore di Gaza", la Spagna accoglie 20 minori malati
"Nessun essere umano – e, naturalmente, nessun bambino o bambina – dovrebbe patire l'orrore che si vive a Gaza". Con un messaggio pubblicato su X, il premier spagnolo Pedro Sánchez ha annunciato l'arrivo in Spagna di 20 minori palestinesi malati, accompagnati dalle loro famiglie, che saranno sottoposti a cure mediche.
"Oggi il nostro Paese accoglie 100 palestinesi, 20 dei quali minorenni, assieme alle loro famiglie, perché possano ricevere le cure di cui hanno bisogno", ha scritto il presidente del governo spagnolo.
Sánchez ha definito l'accoglienza "un dovere morale", aggiungendo che è altrettanto importante "difendere il loro diritto di tornare a una casa in pace". Il premier ha infine concluso il suo messaggio con un appello: "L'indifferenza non può mai essere una scelta".
Gaza, drone israeliano colpisce una moto a Khan Yunis: due morti e diversi feriti
Almeno due persone sono morte e altre sono rimaste ferite in un attacco condotto dall'esercito israeliano con un drone nel sud della Striscia di Gaza. Secondo quanto riferisce l'agenzia di stampa palestinese Wafa, il raid ha colpito una motocicletta nella zona a nord di Khan Yunis. Al momento non sono stati diffusi ulteriori dettagli sull'identità delle vittime né sulle condizioni dei feriti.
Israele, fermato americano di circa vent'anni: "Spia di Teheran"
Un cittadino americano sui vent'anni è stato fermato il 9 giugno in Israele l'accusa di essere una spia dell'Iran. Lo riportano i media israeliani citando un comunicato di polizia israeliana e Shin Bet. Secondo il Jerusalem Post, il giovane è sospettato di avere avuto contatti con gli agenti dell'intelligence iraniana e di avere svolto incarichi pagati che includevano foto di siti sensibili in Israele. Avrebbe ricevuto pagamenti che vanno da decine a centinaia di dollari per ogni missione. A giorni sono attese la formalizzazione delle accuse e la convalida della custodia in carcere.
Netanyahu: "Resteremo finché Hezbollah ci minaccia"
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, in visita nel Libano meridionale occupato da Israele, ha dichiarato che il suo esercito rimarà lì finché Hezbollah, gruppo filo-iraniano, "ci minaccera'". "La nostra posizione è chiara: non lasceremo il Libano meridionale finché la minaccia non sarà scomparsa. E finché Hezbollah armato sarà presente qui e ci minaccerà, rimarremo qui", ha detto alle truppe israeliane nella zona, secondo un video diffuso dal suo ufficio.
Netanyahu ai soldati in Libano: "Iran e Hezbollah devono andarsene, è un duro colpo al loro asse"
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha ringraziato i soldati dell'Idf impegnati nella zona di sicurezza nel sud del Libano, sostenendo che la loro azione abbia contribuito a un nuovo equilibrio nei rapporti tra i due Paesi.
"Il Libano riconosce Israele e Israele riconosce il Libano, mentre il messaggio rivolto all'Iran e a Hezbollah è chiaro: andatevene, non avete più nulla da fare qui", ha dichiarato Netanyahu rivolgendosi alle truppe.
Secondo il primo ministro israeliano, l'obiettivo è arrivare a una situazione in cui "due Stati sovrani vogliono vivere in pace e restituire sicurezza e prosperità sia agli abitanti del nord di Israele sia ai cittadini libanesi". Poi l'avvertimento: "Voi dovete andarvene. Questo rappresenta uno schiaffo e un duro colpo all'asse iraniano, e non è detto che la risposta sarà silenziosa".
Netanyahu ha inoltre rivendicato la creazione di nuove aree di sicurezza lungo i confini. "Uno dei risultati principali è la creazione di zone cuscinetto e aree di sicurezza non sul nostro lato del confine, bensì sul loro. Lo stiamo facendo in Libano e lo abbiamo fatto anche a Gaza", ha aggiunto.
Sanchez: "Nessun bambino dovrebbe soffrire l'orrore che si vive a Gaza"
"Nessun essere umano – e, naturalmente, nessun bambino o bambina – dovrebbe patire l'orrore che si vive a Gaza". Lo ha scritto il premier spagnolo Pedro Sanchez in un messaggio riversato su X in occasione dell'arrivo in Spagna di 20 minorenni ammalati palestinesi con i familiari, per essere sottoposti a cure mediche. "Oggi, il nostro Paese accoglie 100 palestinesi, 20 dei quali minorenni, assieme alle loro famiglie, perché possano ricevere le cure di cui hanno bisogno", segnala il presidente del governo. "Assisterli è un dovere morale. Anche difendere il loro diritto di tornare a una casa in pace", assicura Sanchez. "L'indifferenza non può mai essere una scelta", conclude nel post.
Nyt: "Iran e Oman avanti con il piano per riscuotere pagamenti a Hormuz"
L'Iran e l'Oman stanno andando avanti con il loro piano di riscuotere pagamenti dalle navi in transito nello Stretto di Hormuz, nonostante le obiezioni degli Stati Uniti. Lo riporta il New York Times citando un funzionario iraniano e quattro diplomatici. L'Oman di recente avrebbe presentato agli Usa e ad altri alleati una proposta formale riguardante il piano di far pagare tariffe di servizio per l'utilizzo dello Stretto.
Delegazione Hamas al Cairo, focus su accordo cessate fuoco
Una delegazione di Hamas, guidata dal leader del movimento in Cisgiordania Zaher Jabarin, è arrivata Il Cairo. Lo ha annunciato Taher al-Nunu, alto funzionario di Hamas, spiegando che "la delegazione incontrerà funzionari e mediatori egiziani per finalizzare l'attuazione dell'accordo di cessate il fuoco" raggiunto con Israele.
"La massima priorità della delegazione è fermare le crescenti violazioni israeliane nella Striscia di Gaza, comprese le uccisioni e gli assassinii quotidiani, e garantire l'impegno dell'occupazione a consentire l'ingresso di tutto ciò di cui la Striscia ha bisogno", ha affermato il funzionario di Hamas, citato da al-Jazeera. Secondo al-Nunu, questi includono "materiali per la ricostruzione di ospedali, panifici e infrastrutture". I colloqui riguarderanno anche "l'attuazione delle restanti disposizioni dell'accordo di Sharm el-Sheikh", ha aggiunto.
Israele: "Iron Dome aggiornato per contrastare meglio le nuove minacce"
Il sistema di difesa aerea israeliano a breve raggio Iron Dome è stato aggiornato a seguito di una "serie di test approfonditi contro una vasta gamma di minacce avanzate, integrando le lezioni apprese durante la guerra e le operazioni contro l'Iran". Lo comunica il ministero della Difesa israeliano in una nota. I test, condotti dalla direzione ricerca e sviluppo della Difesa e dall'azienda Rafael, hanno affrontato "diversi aggiornamenti introdotti nel sistema per migliorarne ulteriormente la capacità di gestire scenari che simulano minacce attuali e future, tra cui razzi, missili da crociera e droni" si legge nel comunicato.
Inoltre, insieme all'Iron Dome, è stato testato anche il nuovo sistema di intercettazione laser ‘Iron Beam', in "scenari operativi congiunti". Iron Beam è la punta di diamante sviluppata da Rafael in materia di difesa aerea, sfruttando raggi laser senza la necessità di proiettili intercettori, abbattendo i costi ingenti dell'Iron Dome. Non è ancora noto se sia già pienamente operativo. "Le nuove capacità dimostrate nei test costituiscono un passo significativo nel miglioramento della capacità di far fronte a una vasta gamma di scenari di difesa da attacchi e rappresentano un ulteriore elemento della strategia del ministero della Difesa per rafforzare la preparazione in vista di un decennio di intensa attività di sicurezza, preservando il vantaggio qualitativo e strategico dell'Idf", aggiunge il comunicato.
Idf: "Ucciso a Gaza Ali Qaid Stitan comandante di plotone della Jihad Islamica"
"Ieri l'Idf ha colpito nella Striscia di Gaza centrale ed eliminato Ali Qaid Mohammed Stitan, comandante di plotone della Jihad Islamica, che aveva partecipato al massacro del 7 ottobre infiltrandosi in territorio israeliano e continuava a organizzare attacchi contro le truppe e i civili israeliani". Lo comunica in una nota il portavoce dell'Idf.
Iran: "Parole Rutte confermano complicità NATO nella guerra USA"
"Per noi era chiaro che la Nato e alcuni Stati membri di questa organizzazione hanno partecipato attivamente alla pianificazione, all'attuazione e al sostegno delle azioni aggressive degli Stati Uniti e del regime sionista" contro l'Iran. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, Esmaeil Baghaei, commentando in conferenza stampa le parole del segretario generale della Nato Mark Rutte riguardo agli aerei americani decollati dalle basi di alcuni Paesi europei, tra cui l'Italia. Una "chiara ammissione", quella di Rutte, della "complicità ai crimini di guerra e all'aggressione contro l'Iran" da parte dei membri della Nato, ha aggiunto Baghaei, denunciando "l'azione degli Stati Uniti e del regime sionista" come "un atto illegale e aggressivo e una guerra illegale, secondo tutti gli standard e le norme del diritto internazionale".
Pizzaballa da Gaza: "La città è un disastro, i bambini vivono tra topi e fogne"
"Gaza è un disastro". Il cardinale Pierbattista Pizzaballa ha descritto così la situazione nella Striscia dopo la visita del 22 e 23 giugno insieme al patriarca greco ortodosso Teofilo III. In un dialogo con il direttore di Limes Lucio Caracciolo, il patriarca latino di Gerusalemme ha raccontato una realtà segnata dalla distruzione e dalle condizioni drammatiche della popolazione civile.
"Una delle piaghe più presenti in questo momento sono i topi, che mordono. Mordono soprattutto i bambini e Gaza è piena di bambini", ha detto Pizzaballa. "Si vedono ovunque ma, anziché andare a scuola, giocano, sporchi, accanto alle fogne".
Il cardinale ha spiegato di aver attraversato zone completamente devastate: "Le città sono rase al suolo, livellate, azzerate. Rafah non esiste più". A colpirlo maggiormente, ha raccontato, è stata la quotidianità delle persone costrette a vivere tra tende, macerie e servizi igienici improvvisati. "Un aspetto che le immagini non rendono sono gli odori", ha aggiunto.
Secondo Pizzaballa, la situazione non è migliorata in modo significativo nemmeno dopo il cessate il fuoco. "Se un po' di cibo a oggi riesce a entrare, tutto il resto è ancora proibito". Il patriarca ha citato il problema dei prodotti "dual use", tra cui rientrerebbero anche materiali essenziali come banchi di scuola, matite, quaderni e vetro per le finestre. "Noi vogliamo riaprire le scuole, ma manca quasi tutto".
Tra le urgenze principali c'è anche quella psicologica. Gli operatori sanitari incontrati durante la visita hanno indicato come priorità il supporto ai bambini e alle madri colpiti dai traumi della guerra. "Sarà una questione di cui prendersi cura con la dovuta sensibilità", ha detto Pizzaballa.
L'Iran avverte gli Usa: "Ogni violazione dell'intesa avrà una risposta immediata"
L'Iran ha avvertito gli Stati Uniti che reagirà a qualsiasi violazione del memorandum d'intesa raggiunto tra i due Paesi. A ribadirlo è stato il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, Esmaeil Baghaei, alla vigilia dei colloqui indiretti previsti domani in Qatar tra le delegazioni iraniana e americana.
"Non lasceremo impunita alcuna azione. Come hanno dimostrato le potenti forze armate iraniane, qualsiasi atto di aggressione contro gli obiettivi della Repubblica islamica dell'Iran riceverà una risposta immediata e decisa", ha dichiarato Baghaei nel corso di una conferenza stampa.
Il portavoce ha poi aggiunto che eventuali azioni da parte di Washington costituirebbero "una violazione dell'articolo 1 del memorandum d'intesa". "Naturalmente, se tali violazioni dovessero ripetersi e persistere, la prosecuzione di questo processo incontrerà delle difficoltà", ha concluso.
Iran-USA, niente incontro diretto a Doha: colloqui indiretti con la mediazione del Qatar
Non ci sarà il previsto faccia a faccia tra i negoziatori di Stati Uniti e Iran in programma domani a Doha. Le due delegazioni discuteranno invece attraverso la mediazione del Qatar, concentrandosi su alcuni dei principali dossier aperti.
Secondo l'emittente Al Arabiya, i colloqui indiretti riguarderanno in particolare lo Stretto di Hormuz e la stabilità dell'area. Un'ipotesi confermata, di fatto, anche dal portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei, secondo cui "ciò che probabilmente avverrà domani a Doha è un colloquio sull'attuazione di alcune clausole del memorandum d'intesa, tra cui quella relativa allo sblocco dei beni iraniani congelati".
Sempre secondo Al Arabiya, Teheran dovrebbe ricevere entro la fine della settimana 3 miliardi di dollari dei propri fondi congelati. Più prudente la posizione del Qatar. Il portavoce del ministero degli Esteri, Majid al-Ansari, ha precisato che non è stato ancora raggiunto un accordo sui 6 miliardi di dollari previsti dall'intesa del 2023, risorse destinate esclusivamente all'acquisto di beni umanitari.
Teheran “Rutte ha svelato che la Nato è stata complice degli Usa”
"Per noi era chiaro che la Nato e alcuni dei suoi paesi membri avessero partecipato attivamente alla pianificazione, all'attuazione e al sostegno delle azioni di aggressione degli Stati Uniti e del regime sionista. Quanto affermato dal segretario generale della NATO ha due aspetti: il primo è un esplicito riconoscimento della complicità nel commettere il crimine di aggressione contro l'Iran. Il secondo è che tale ammissione è utilizzabile come prova in qualsiasi tribunale", ha avvertito. Dunque "sia il segretario generale della Nato, in qualità di persona che ha avuto un ruolo attivo, sia tutti i paesi membri della Nato che hanno partecipato a tale decisione e ne hanno in qualche modo dato esecuzione, saranno responsabili a livello internazionale per aver commesso un atto di violazione del diritto internazionale", lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei sull'intervista in cui Rutte ha parlato di voli americani partiti da diversi paesi tra cui l'Italia.
Iran: "Non accettiamo interventi stranieri per lo sminamento a Hormuz"
Esmaiel Baghaei, portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, ha affermato che non c'è bisogno di interferenze esterne sulle questioni relative allo Stretto di Hormuz, sostenendo che ciò non farebbe altro che complicare la situazione. Ha dichiarato ai giornalisti a Teheran che qualsiasi intervento "non sarà animato da buone intenzioni e porterà solo a situazioni più complicate". Baghaei ha aggiunto che la questione dello sminamento nello Stretto di Hormuz è contemplata nel memorandum d'intesa e che non è necessario l'intervento di altri Paesi nella regione su questo tema.
Teheran: "Domani colloqui a Doha solo su beni congelati"
Non è in programma alcun incontro tra Iran e Stati Uniti nei prossimi giorni in Qatar. Lo ha ribadito il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, smentendo le affermazioni del presidente Donald Trump su una possibile riunione tra delegazioni dei due Paesi a Doha. Secondo Teheran, l’appuntamento in Qatar riguarda esclusivamente l'attuazione delle clausole del memorandum d'intesa. "Ciò che verrà fatto domani a Doha è una discussione sull'attuazione delle clausole del memorandum d'intesa, incluso lo sblocco dei beni iraniani congelati, questione che riguarda la parte qatariota", ha dichiarato Baghaei, citato dall'agenzia Tasnim.
Teheran: "Smantellato una cellula armata separatista, tutti uccisi"
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane affermano di aver smantellato una cellula armata "terroristica" nel nord-ovest del Paese e che i suoi membri sono stati uccisi negli scontri. Secondo quanto riportato dall'emittente statale IRIB, il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane ha smantellato una cellula armata "terrorista-separatista" nella provincia nord-occidentale dell'Azerbaigian Occidentale. La base delle Guardie Rivoluzionarie ha dichiarato che le sue forze si sono scontrate con il gruppo nelle zone montuose vicino a Mahabad e Piranshahr, con il supporto di armi pesanti. Secondo quanto riferito, quattro membri del gruppo sono stati uccisi e armi e attrezzature sono state sequestrate.
Qatar: “I sei miliardi di asset congelati non sono stati ancora trasferiti a Teheran”
Non sono stati ancora trasferiti a Teheran i sei miliardi di dollari di asset congelati in Qatar che verrebbero sbloccati nell'ambito del memorandum d'intesa firmato dall'Iran con gli Stati Uniti. Lo ha annunciato il portavoce del ministero degli Esteri del Qatar, Majed al-Ansari, citato da al-Jazeera. La notizia segue le dichiarazioni rilasciate ieri dal presidente iraniano Masoud Pezeshkian, secondo cui il recente accordo con gli Stati Uniti ha rappresentato "un risultato significativo e una grande vittoria per il popolo iraniano" dal momento che "sono state revocate le sanzioni sui settori petrolifero e petrolchimico" e "sei miliardi di dollari dei 12 miliardi di dollari dei nostri fondi congelati in Qatar saranno sbloccati e restituiti al Paese".
"Iiniziato l'incontro tra Witkoff, Kushner e i mediatori del Qatar"
Il portavoce del ministero degli Esteri del Qatar ha dichiarato che è cominciato a Doha l'incontro fra gli inviati Usa Jared Kushner e Steve Witkoff e i mediatori del Qatar. Lo riferisce Al Jazeera. Secondo il portavoce non sarebbero attualmente previsti incontri diretti fra la delegazione statunitense e i funzionari iraniani.
Ministro esteri Qatar: "Witkoff e Kushner a Doha, ma nessun incontro con la delegazione iraniana"
L'inviato della Casa Bianca, Steve Witkoff, ed il genero di Donald Trump, Jared Kushner, sono arrivati a Doha. Lo ha confermato il portavoce del ministero degli Esteri del Qatar, Majed Al Ansari, precisando che i due inviati statunitensi non avranno incontri diretti con la delegazione iraniana, a sua volta attesa nella capitale del Golfo. Secondo il portavoce, Witkoff e Kushner incontreranno le delegazioni dei Paesi mediatori.
Inviato Ue Di Maio a Doha vede Al Thani, sostegno a mediazione Qatar
Il Rappresentante speciale dell'Ue per il Golfo, Luigi Di Maio, è oggi a Doha dove ha incontrato il primo ministro e ministro degli Esteri del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman Al Thani. Secondo quanto si apprende, il colloquio si inserisce nel quadro delle iniziative europee volte a sostenere gli sforzi di mediazione portati avanti dal Qatar tra Stati Uniti e Iran sul dossier nucleare e assume "particolare rilievo" alla luce della presenza a Doha di una delegazione statunitense composta da Jared Kushner e Steve Witkoff, attesa per colloqui con il premier Al Thani nell'ambito del medesimo sforzo diplomatico.
Usa-Israele, ambasciatore Huckabee: "Saremo partner finché esisteremo entrambi"
L'ambasciatore degli Stati Uniti in Israele, Mike Huckabee, ha parlato del rapporto tra Washington e Gerusalemme sostenendo che i due Paesi "continueremo a essere partner finché esisteremo entrambi". "Quando le persone chiedono: ‘È possibile che Stati Uniti e Israele si separino e non godano più di questa straordinaria partnership?', io rispondo: "No. Spero che non saremo mai così sciocchi da farlo. Continueremo a essere partner finché entrambi esisteremo", ha dichiarato l'ambasciatore statunitense. Huckabee, secondo quanto riferito dal giornale israeliano Ynet, ha altresì aggiunto che "è come un matrimonio. Se ci separiamo, nessuno dei due Paesi sarà in grado di permettersi di pagare gli alimenti".
Ita Airways riprende voli Roma-Tel Aviv da mercoledì 1 luglio
Ita Airways riattiva il collegamento diretto tra Roma Fiumicino e Tel Aviv Ben Gurion a partire da domani, con due frequenze giornaliere: AZ806 in partenza da Roma Fiumicino alle ore 9:10 e arrivo a Tel Aviv alle ore 13:30 locali; AZ807 in partenza da Tel Aviv alle ore 14:30 e arrivo a Roma Fiumicino alle ore 17:15 locali. Con una lieve variazione della programmazione nella giornata di giovedì, quando il volo AZ806 partirà da Roma Fiumicino alle ore 09:30 con arrivo a Tel Aviv alle ore 13:50 locali, mentre il volo AZ807 partirà da Tel Aviv alle ore 14:50 con arrivo a Roma Fiumicino alle ore 17:35 locali. AZ810 in partenza da Roma Fiumicino alle ore 22:50 e arrivo a Tel Aviv alle ore 3:10 locali del giorno successivo; AZ809 in partenza da Tel Aviv alle ore 5:15 locali e arrivo a Roma Fiumicino alle ore 8:00 locali.