Hanno fatto molto discutere delle immagini diffuse negli Stati Uniti all’inizio di agosto dello scorso anno che mostrano agenti del commissariato di polizia di Galveston, in Texas, a cavallo mentre "scortano" un uomo con le mani legate dietro la schiena, tirato per una corda come con un guinzaglio. L'uomo, Donald Neely, afroamericano di 43 anni, era stato arrestato con l'accusa di violazione di domicilio. Le immagini di quell’arresto erano finite su Facebook e avevano scatenato un putiferio di reazioni: “Che bisogno c'era di trascinarlo come un cane?", la domanda di molti. Nel video apparso in rete si vedeva Neely camminare lentamente e inciampare accanto al cavallo mentre gli agenti nel frattempo parlavano e scherzavano. La notizia è che ora Neely, la cui imputazione per violazione di domicilio è stata archiviata, ha citato in giudizio la città e il dipartimento di polizia chiedendo un milione di dollari di risarcimento.

Le scuse della polizia dopo il video dell'arresto dell'afroamericano

Il video dell'arresto dell’afroamericano aveva scatenato un putiferio e in seguito alle proteste il dipartimento aveva dovuto diffondere il materiale completo registrato dalla body camera di uno dei due agenti. Il capo della polizia di Galveston aveva anche chiesto scusa dicendo che gli agenti avevano “mostrato scarsa capacità di giudizio” giustificandosi comunque dicendo che i suoi uomini avevano "familiarità con il signor Neely" e che "l'avevano avvertito più volte di non oltrepassare quel luogo specifico". Il 43enne, a quanto ricostruito, era stato costretto a camminare in quel modo per quasi un’ora.

"Neely trascinato come uno schiavo"

La condotta dei poliziotti coinvolti nella vicenda è stata definita "estrema e oltraggiosa": "Neely è stato trascinato come uno schiavo, ha sofferto di abrasioni causate dalle manette, ha sofferto il caldo e ha sofferto di imbarazzo, umiliazione e paura mentre era scortato per le strade della città legato a un cavallo della polizia”. "Queste immagini orribili rievocano ricordi storici di quando i proprietari di schiavi li trascinavano con una corda intorno al collo nel 1700 e nel 1800", le parole dell'avvocato di Neely, Benjamin Crump. "Questo non è il 1819, questo è il 2019, Galveston!".