Foto scattata durante l’anniversario del Regno nel settembre scorso
in foto: Foto scattata durante l’anniversario del Regno nel settembre scorso

Qualche settimana fa era arrivato lo "storico” cambiamento con il permesso per le donne di poter guidare e ora un’altra novità è stata introdotta in Arabia Saudita: le donne potranno partecipare agli eventi sportivi. La riforma entrerà in vigore il prossimo anno nelle principali città come Riad, Gedda e Damman.

A divulgare la notizia è stato il presidente dell’Autorità Generale dello Sport e del Comitato Olimpico dell’Arabia Saudita che ha specificato che presto inizieranno i lavori per fare in modo che “i principali stadi a Riad, Damman e Gedda possano accogliere le famiglie a partire dal 2018”.

In Arabia Saudita le donne erano entrate allo stadio, per la prima volta nella storia del Regno, il 23 settembre scorso in occasione dell’87esimo anniversario dalla fondazione dello Stato. Per l’evento un centinaio di donne erano potute entrare all’interno del King Fahd stadium, a Riad, con le proprie famiglie e assistere, lontane dai posti degli uomini single, alla celebrazione.

Questi cambiamenti rientrano all’interno dl progetto “Vision 2030”, lanciato due anni fa dal principe Mohammed bin Salman con l’obiettivo di diversificare l’economia del regno, alleggerire la burocrazia, slegare lo Stato dalla dipendenza del petrolio, creare nuovi settori di interesse per i giovani. Va ricordato che l’Arabia Saudita è una monarchia islamica dove è in vigore la legge della Sharia e che in questi anni si sta aprendo verso l’esterno per il volere del giovane erede al trono, il 32enne Salman. Soprattutto per le donne ci sono state delle novità con una maggiore concessione di libertà. Circa un mese fa la svolta storica con l'emanazione di un decreto che permetterà alle donne di poter guidare da giugno prossimo.

“Stiamo semplicemente tornando a credere in ciò che credevamo. Un Islam moderato aperto al mondo e a tutte le religioni. Il 70% dei sauditi ha meno di 30 anni e, onestamente, non sprecheremo 30 anni della nostra vita a combattere convinzioni estremiste. Le distruggeremo immediatamente. Vogliamo una vita normale. Una vita nella quale la nostra religione si traduca in tolleranza”, ha dichiarato pochi giorni fa Salman in occasione dell’annuncio di un progetto da 500 miliardi di dollari per costruire Neom, una città industriale all’avanguardia sulle sponde Mar Rosso.