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Coronavirus
3 Giugno 2021
11:54

Ammon (Ecdc) a Fanpage.it: “Il Covid rimarrà con noi, lavoriamo per renderlo inoffensivo”

Andrea Ammon, direttrice dell’Ecdc, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, a Fanpage.it: “Il Coronavirus resterà con noi, ma con un’alta copertura vaccinale e un buon adattamento dei vaccini alle nuove varianti che potrebbero circolare potremmo tornare ad un livello di vita normale. Le mascherine? Via quando la maggior parte della popolazione sarà immunizzata”.
A cura di Ida Artiaco
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Accelerare le campagne di vaccinazione, monitorare le varianti e mantenere le misure anti contagio fino a quando la maggior parte della popolazione non sarà immunizzata: solo così potremo tornare alla normalità. A parlare è Andrea Ammon, direttrice dell’Ecdc, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, che a Fanpage.it ha il punto della situazione Covid-19 in Europa, anche e soprattutto in vista dell’estate e delle vacanze che molti faranno all’estero grazie al nuovo certificato Covid disponibile per i paesi membri a partire dall’1 luglio.

Dott. Ammon, che estate ci aspetta?

"Siamo in una fase di transizione, da un lato abbiamo accelerato la copertura vaccinale, anche se solo poco più del 20% della popolazione è completamente vaccinato, il resto ha ricevuto solo una dose o è ancora in attesa della somministrazione. Dall’altro, vediamo effettivamente un trend di decrescita sia per quanto riguarda i contagi che i decessi, ma non è ancora abbastanza, sono ancora ad un livello alto rispetto allo scorso anno. In più ci sono le varianti più facilmente trasmissibili. La conclusione è che dovremo continuare ad osservare tutte le misure che ormai conosciamo durante la prossima estate, come il distanziamento e l’uso delle mascherine, anche se potremo essere più rilassati negli ambienti esterni piuttosto che in quelli interni. A livello europeo stiamo facendo molti sforzi per rendere possibile viaggiare in sicurezza".

Quando pensa potremmo dire addio all'uso delle mascherine?

"Abbiamo una guida con le indicazioni su cosa possono fare e cosa non possono fare coloro che sono completamente vaccinati. Quando si incontrano tra di loro persone che hanno terminato il ciclo vaccinale possono non usare le mascherine. Se si è nella propria cerchia sociale e ci si incontra con persone completamente vaccinate o a basso rischio Covid pure la si può togliere, allentando anche le altre misure. Ma se si incontrano persone ad alto rischio di sviluppare la forma grave della malattia si dovrebbe ancora indossare la mascherina, così come nei luoghi pubblici almeno fin quando la maggior parte della popolazione non sarà immunizzata".

Se le vaccinazioni continuassero a questo ritmo, crede l'Europa riuscirà a raggiungere l'immunità di gregge entro l'estate?

"La Commissione europea ha fissato come target il raggiungimento del 70% della popolazione vaccinata entro la fine dell’estate. Se continuiamo di questo passo penso che sarà possibile".

Avremo bisogno di una terza dose di vaccino in autunno?

"È possibile che avremo bisogno di una terza dose di vaccino ma è difficile dire quando. Molto dipenderà dalle varianti e dall’osservazione sulla durata dell'immunità dei vaccini. Siamo solo all’inizio, abbiamo appena cominciato, dobbiamo analizzare i dati sul lungo periodo".

Quanto è importante la decisione di estendere l'uso in Ue del vaccino Pfizer ai ragazzi dai 12 ai 15 anni?

"Abbiamo appena pubblicato una prima guida con le considerazioni relative a vaccini e adolescenti. Quello che è davvero importante è che la priorità dovrebbe essere comunque data a coloro che sono ad alto rischio di sviluppare la malattia, che restano gli anziani. Solo alcuni paesi hanno raggiunto un'alta copertura di questa categoria di persone. Credo dunque che bisognerà fare un'attenta considerazione della situazione epidemiologica e della diffusione del vaccino nei gruppi di età più avanzata prima di prendere di mira questo gruppo di età, fermo restando che gli adolescenti con condizioni che possono metterli in pericolo dovrebbero essere trattati come tutti gli altri gruppi ad alto rischio".

Ciò che preoccupa la maggior parte dei Paesi europei è la variante indiana o variante Delta. Crede che dovremmo prepararci per una nuova ondata della pandemia?

"I virus mutano, è quello che fanno generalmente. È importante avere un buon monitoraggio, in modo da individuare e rilevare le eventuali varianti in tempo. Ovviamente si tratta di un monitoraggio che deve essere svolto a livello globale, e questo già lo stiamo facendo su base quotidiana all’interno di un data base mondiale con il sequeziamento delle mutazioni che stanno crescendo. Abbiamo anche sviluppato una guida che i singoli paesi possono migliorare per rilevare nuovi ceppi circolanti. Stiamo anche fornendo supporto da questo punto di vista a quei paesi che non ne hanno la capacità, li stiamo aiutando ad avere una panoramica di quello che sta succedendo con le varianti".

Con il certificato Covid europeo torneremo a viaggiare. Non c'è il rischio che in questo modo il virus torni a circolare?

"Molto dipenderà dai nostri comportamenti. Quello che vedo è che molti paesi hanno imparato la lezione dallo scorso anno e sono andati cauti rispetto alle riaperture, ma dobbiamo anche capire che le persone sono ormai stanche di tutte queste misure. Quello che dobbiamo fare è accelerare le vaccinazioni quanto più possibile, fare i test con il sequenziamento per rilevare le varianti e mantenere le misure che tutti conosciamo fino a quando la maggior parte della popolazione non sarà immunizzata".

Quanto ancora crede che la società dovrà fare i conti con il Coronavirus?

"Credo che il Coronavirus resterà con noi. Ci sono in verità diversi scenari a cui guardare. Quello più probabile, secondo me, è che avremo con un’alta copertura vaccinale e un buon adattamento dei vaccini alle nuove varianti che potrebbero circolare un livello di vita normale".

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