Il Pentagono ha diffuso le prime immagini del raid che ha portato all'uccisione del leader dell'Isis Abu Bakr al-Baghdadi. Il video registrato da un drone è stato condiviso su Twitter dall'Us Central Command: le immagini mostrano le forze americane che si avvicinano al compound. Si vedono inoltre i combattenti che, secondo quanto ha detto il generale Frank McKenzie, capo del Comando Centrale degli Stati Uniti, "da due postazioni vicine al compound aprono il fuoco contro uno degli aerei Usa che partecipavano al raid”. Tra le foto mostrate dal generale si vede "il prima" e "il dopo" il raid Usa del compound dove si nascondeva il leader dell’Isis. "Quando la cattura da parte delle forze Usa era vicina, Baghdadi ha fatto esplodere una bomba uccidendo se stesso e due figli", ha spiegato McKenzie ribadendo la dinamica che era già stata illustrata da Donald Trump domenica scorsa. Il generale ha detto però di non poter confermare quanto detto dal Presidente, cioè che al-Baghdadi stava "piangendo e implorando" nei suoi ultimi minuti di vita.

L'uomo morto è al-Baghdadi: la conferma dalle analisi del Dna

Il capo del Comando Centrale degli Stati Uniti ha anche detto che le analisi del Dna hanno confermato "al di là di ogni dubbio" che l'uomo morto nell'attacco sia effettivamente al Baghdadi. Si parla di "una corrispondenza diretta" che "ha prodotto un livello" altissimo "di certezza che i resti fossero di al Baghadi". Per quanto riguarda la sepoltura, il generale ha confermato che "è stato sepolto in mare in accordo con la legge dei conflitti armati entro le 24 ore dalla sua morte".

Al Baghdadi tradito da uno dei suoi uomini più fedeli

A quanto emerso, Al Baghdadi è stato tradito da uno dei suoi uomini più fedeli che voleva vendicarsi per l'assassinio di un suo parente da parte dell'Isis. A ricostruire l'identikit dell'informatore che ha permesso di individuare il nascondiglio del Califfo è il Washington Post, secondo cui adesso l'uomo riceverà i 25 milioni di dollari della taglia che pendeva sulla testa del leader dell’Isis. Questa persona si occupava degli spostamenti di al Baghdadi, per questo era sempre a conoscenza dei luoghi in cui si nascondeva. Da tempo era diventato un informatore delle milizie curde alleate degli Usa e solo due giorni dopo il raid sarebbe stato portato fuori dal Paese con la sua famiglia.