Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha confermato che Abu Bakr al Baghdadi è stato ucciso in un raid Usa in Siria. "Il terrorista numero uno al mondo Abu Bakr al Baghdadi è morto", ha detto in un discorso dalla Casa bianca. Ora dunque è ufficiale. Il leader dello Stato Islamico è morto durante un'operazione delle forze armate statunitensi. Un primo annuncio era stato dato questa mattina da fonti militari USA e un tweet di Donald Trump aveva rivelato che "qualcosa di enorme è accaduto". Poi, prima dell'annuncio di Trump, è arrivata una ulteriore conferma dall'analisi del DNA e dai i test biometrici. Il capo dello Stato Islamico sarebbe stato sorpreso all'interno di un compound mentre era in compagnia di alcuni familiari: braccato, si sarebbe fatto saltare in aria azionando un giubbotto esplosivo che indossava costantemente, "uccidendo tre bambini che erano con lui "e "la galleria dove era nascosto gli è crollata addosso". Per questo motivo solo la prova del Dna ha potuto dare la certezza della sua morte.

Sulla testa del leader dell'ISIS era stata posta una taglia di 25 milioni di dollari. Di Abou Bakr al-Baghdadi non si avevano più notizie ufficiali dal novembre del 2016, quando diffuse un audio dopo l'inizio dell'offensiva irachena per riprendere Mosul nel quale esortava i suoi uomini a combattere fino al martirio. Nella stessa città aveva fatto la sua unica apparizione pubblica alla moschea al_Nouri nel luglio 2014.

"Morto dopo essere fuggito in un vicolo cieco, piangendo e urlando"

"È morto dopo essere fuggito in un vicolo cieco, piangendo e urlando" ha spiegato il Presidente USA, in un discorso alla nazione sulla morte del capo dell'Isis. "Questo raid è stato impeccabile ed è stato reso possibile grazie all'aiuto della Russia, Siria, Turchia e Iraq e anche dei curdi siriani", così Trump. "I terroristi non devono mai dormire tranquilli perché devono sapere che noi siamo qui per catturarli e ucciderli. Non possono sfuggire al loro destino né al giudizio finale di dio", ha aggiunto.  Al Baghdadi si è fatto saltare in aria e ha ucciso tre dei suoi figli che erano con lui" ha detto ancora. Il leader dell'Isis Abu Bakr al-Baghdadi "era un uomo malato e depravato, violento ed è morto come un codardo, come un cane, correndo e piangendo", ha affermato ancora Donald Trump aggiungendo che "ora il mondo è un posto più sicuro".  "Molte persone sono morte" nel blitz contro al Baghdadi, "ma tra le nostre truppe non è morto nessuno" ha detto ancora il tycoon newyorkese. I soldati Usa hanno "portato via parti del corpo" di Abu Bakr al Baghdadi, dopo aver rimosso le macerie della galleria crollata dopo l'esplosione, mentre i "primi test del dna sono stati fatti sul posto" ha aggiunto. "Conosciamo giù il successore del leader dell'Isis, è già nei nostri sistemi". Lo afferma Donald Trump.

Dan Scavino, direttore dei social media della Casa Bianca, ha diffuso su Twitter una foto di Donald Trump nella Situation Room mentre segue l'operazione che ha portato alla morte di Abu Bakr al Baghdadi. Il Commander in chief è seduto ad un tavolo con accanto il vice Mike Pence, il consigliere per la sicurezza nazionale Robert O'Brien, il segretario alla Difesa Mark Esper, il capo di stato maggiore interforze Mark Milley e il vice direttore per le operazioni speciali Marcus Evans. Quasi tutti sembrano guardare verso il fotografo che ha scattato la foto.

Chi era Abu Bakr al-Baghdadi, capo dell'ISIS

Abu Bakr al-Baghdadi, nato Ibrāhīm ʿAwwād Ibrāhīm ʿAlī al-Badrī al-Sāmarrāʾī e noto anche come Dr. Ibrāhīm o Abū Duʿā, è stato ritenuto fino ad oggi il leader del sedicente Stato Islamico, organizzazione terroristica attiva in Iraq, Siria, Libia, Mali, che ha però compiuto attentati anche in Europa. Al-Baghdadi – riporta la sua biografia – ha conseguito un PhD in Studi islamici presso l'Università di Scienze Islamiche di al-Aʿẓamiyya, Baghdad, ma in realtà i suoi studi rientrano nel campo del diritto.

Dopo aver combattuto per Al Qaida in Iraq, al-Baghdadi venne catturato nei pressi di Falluja il 2 febbraio 2004 dalle forze irachene e, secondo i dati del Dipartimento USA della Difesa, incarcerato presso il centro di detenzione statunitense di Camp Bucca e Camp Adder fino al dicembre 2004, sotto l'etichetta di "internato civile". Tuttavia venne scarcerato nel dicembre dello stesso anno, in seguito all'indicazione della commissione Combined Review and Release Board, che ne stabilì il "rilascio incondizionato", ritenendolo un "prigioniero di basso livello". La scelta della liberazione ha destato numerose polemiche  dando adito ad alcune teorie del complotto. Il 29 giugno del 2014, Abu Bakr al-Baghdadi è stato proclamato "Califfo" dello Stato Islamico dell'Iraq e del Levante. L’Isis è stato sconfitto il 29 marzo di quest’anno, quando l’ultima roccaforte, Al-Baghuz, nell’Est della Siria, è stata conquistata dai curdi appoggiati dalla forse speciali statunitensi.