Ustionata con acqua bollente: dopo 50 anni si scopre che la piccola Andrea è stata uccisa dalla matrigna

Un tragico incidente, così una prima inchiesta aveva chiuso il caso della piccola Andrea, una bimba britannica di 5 anni morta per le gravissime ustioni riportate durante un bagno in casa sua nel lottano 1978 a Thornton Heath, nel sud di Londra. Quasi cinquanta anni dopo quei terribili fatti, la testimonianza a sorpresa del fratello della piccola, ormai adulto, ha permesso di incastrare la matrigna, la 67enne Janice Nix, ora condannata per omicidio colposo.
La tragica vicenda che sembrava ormai consegnata a un remoto passato era riemersa improvvisamente quattro anni fa quando il fratello della piccola, che ora ha 56 anni, si presentò alla stazione di polizia di Croydon dicendo agli agenti di dover rivelare un terribile segreto che si portava dentro da quasi mezzo secolo. L’uomo ha raccontato che aveva solo 8 anni quando la donna lo costrinse a mentire su quanto avveniva in quella casa e che la matrigna aveva ucciso la sua sorellina Andrea facendola immergere con la forza in una vasca da bagno piena di acqua bollente.
Come ha raccontato l’uomo, quello era solo uno dei tanti castighi che la donna metteva in pratica per punire i due piccoli fratelli. Stando alla sua ricostruzione, in quella casa vivevano nel terrore delle punizioni inflitte da Nix, tra cui percosse continue, bruciature di sigaretta e l'essere costretti a mangiare cibo per gatti. Il giorno della tragedia, il 6 giugno 1978, era furibonda con la piccola e dopo aver riempito la vasca, l’aveva costretta a immergersi fino a causarle ustioni gravissime che hanno portato al decesso della bambina un mese dopo in ospedale.
La donna aveva parlato di un malfunzionamento della caldaia mentre la bimba si lavava e l’inchiesta era stata chiusa frettolosamente come un incidente senza colpevoli. La nuova testimonianza però ha fatto scattare una complessa e delicata inchiesta che ha portato alla luce una storia terribile. Era stata la matrigna a immergerla nell’acqua per punirla finendo per ucciderla.
Straziante il racconto dell’unico testimone di quei fatti: "Sentivo Janice che gridava ‘entra nella vasca' e sentivo Andrea che diceva ‘l'acqua è troppo calda, mamma'. Sentivo Janice che gridava ‘entra nella vasca, entra nella vasca' e poi ho sentito urla e schizzi d'acqua. Poi ho sentito che le urla si erano fermate e ho sentito Janice che chiamava Andrea dicendole ‘svegliati, svegliati'."
“Mi ha detto di dire che era stato un incidente e che non mi avrebbe mai più picchiato. Io Ho mentito e ho raccontato quella storia a tutti perché volevo solo che finissero gli abusi", ha ricordato il fratello della bimba in lacrime al processo.
Un racconto che la polizia ha dovuto verificare scontrandosi con il lungo tempo trascorso e la mancanza di testimoni, ormai deceduti. "Quello che abbiamo scoperto, esaminando la situazione e le dichiarazioni, è che la storia di Janice Nix semplicemente non reggeva” hanno spiegato gli inquirenti.
Prima del processo, è stato incaricato un nuovo patologo, il quale ha stabilito che l'infezione era stata causata dalle ustioni, che il quadro lesionale era incompatibile con un incidente e che la probabile temperatura dell'acqua era in grado di provocare ustioni in pochi secondi. Un esperto di ustioni ha affermato che, se immerso in acqua abbastanza calda da causare le lesioni, ci si aspetta che un bambino cerchi immediatamente di uscire alzandosi in piedi e non che rimanga volontariamente in quella posizione fino a svenire.
Nix è stata anche riconosciuta colpevole di omicidio colposo e di maltrattamenti su minore in relazione ai continui abusi inflitti anche zl fratello maggiore di Andrea, che all'epoca della morte della sorella aveva otto anni.