La campagna elettorale per le elezioni europee sembra aver acuito le differenze tra Movimento 5 Stelle e Lega. E anche oggi la questione migranti sembra dividere i due alleati di governo. Divergenze che, secondo l’auspicio di Fabio Massimo Castaldo, vicepresidente uscente del Parlamento europeo e candidato del M5s nella circoscrizione Centro, potrebbero appianarsi dopo il voto del 26 maggio. Intervistato da Fanpage.it, Castaldo si sofferma proprio sulla questione migranti e sulle parole del ministro dell’Interno, Matteo Salvini, indirizzate al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. “Non c’è presidente del Consiglio che tenga, nessuno può darmi ordini”, dice il leader della Lega riferendosi alla questione porti chiusi. Frasi che sono un “grave errore strategico di Salvini”, secondo Castaldo. Tanto che l’auspicio dell’eurodeputato pentastellato è che il vicepresidente del Consiglio “abbia modo di ravvedersi e di chiedere scusa a Conte”.

Ma non c’è solo il tema migranti al centro della discussione in vista delle prossime elezioni europee, definite da molti come le più importanti di sempre. Lettura condivisa anche da Castaldo, secondo cui la semplice contrapposizione tra sovranisti ed europeisti è in realtà riduttiva, perché mette di fronte “due facce della stessa medaglia”. “La domanda da porsi è Europa come? – afferma –. Europa sicuramente sì, ma un’Europa che deve sostenere i più deboli. Noi vogliamo superare l’austerity e la concorrenza sleale, puntando al salario minimo obbligatorio europeo”.

Non sarà un referendum su Salvini e sul governo, secondo il vicepresidente uscente del Parlamento europeo: “Non si deve banalizzare pensando a un semplice test sul governo”. La questione è innanzitutto di “metodo”, capendo quali sono le priorità da seguire: “Il M5s sicuramente non avrà mai interlocutori come Orban, convinti sostenitori anche di politiche economiche nocive al nostro Paese, fondate sul rigore dei bilanci a scapito degli investimenti e della lotta alle diseguaglianze”. Ma la questione è anche di “merito” e riguarda il governo, che deve “applicare il contratto senza inserire proposte che non sono previste”. Il riferimento è anche all’idea di Salvini di sforare il tetto del 3% di deficit, una soluzione che porterebbe l’Italia in “rotta di collisione con l’Ue”. “A noi – sottolinea ancora Castaldo – non interessa un referendum sul governo, poi se qualcuno ha cambiato le sue priorità si prenderà le proprie responsabilità dinanzi ai cittadini italiani”.

Dopo le elezioni europee, comunque, per il Movimento 5 Stelle il governo proseguirà il suo corso: “Noi onoreremo l’impegno, siamo persone serie. Fino a quando ci saranno obiettivi condivisi da raggiungere daremo il nostro sostegno a un esecutivo nato per restituire diritti ai cittadini”. Ma per farlo serve anche “la volontà chiara e inequivocabile degli alleati leghisti, deve essere reciproca”. E qualche dubbio sulla fedeltà del Carroccio Castaldo sembra esprimerla, riferendosi alla “difesa ostinata di Siri” o ad approcci ritenuti più che altro da “campagna elettorale”. In ogni caso, secondo il candidato del M5s il contratto di governo ha portato a “incassare molte riforme importanti, come il reddito di cittadinanza e lo spazza-corrotti: siamo orgogliosi di tali risultati”. Ma l’appello alla Lega è chiaro: “Chiediamo di essere concreti ed evitare boutade dannose per la credibilità del Paese”.

Tema di scontro tra i due alleati, in queste settimane, è anche quello dei migranti. L’idea del Movimento 5 Stelle in Europa è quella di un sistema di redistribuzione “obbligatorio, preventivo e permanente”. Con l’obiettivo di arrivare a un nuovo paradigma sulle “politiche di cooperazione internazionale” e a un “sistema europeo comune di asilo”. Castaldo sottolinea ancora: “Vogliamo che l’Europa si faccia carico degli accordi di rimpatrio su scala continentale, sarebbe una soluzione credibile e seria. Altre sparate hanno poco a che vedere con gli interessi dell’Italia. Ho letto alcune parti del decreto sicurezza bis: non sono in linea con questa posizione, non sono nel contratto di governo e quindi come tali verranno trattate”.

Proprio sui migranti il problema in Ue, secondo Castaldo, sono anche “gli alleati di Salvini che dicono no” a ogni possibile accordo. E se le intese non si trovano con tutti e 28 gli Stati membri, “bisogna concluderle con chi ci sta, anche mediante una cooperazione rafforzata: è inaccettabile essere ostaggio di chi si sottrae al principio di solidarietà”, a partire dalle quote di redistribuzione. Questa impostazione deve cambiare, secondo il vicepresidente uscente dell’assemblea di Strasburgo, “con la prossima legislatura: Ppe e S&D non avranno più la maggioranza assoluta nel Parlamento. Noi saremo interlocutori determinati e costruttivi: pur non entrando in alcuna maggioranza strutturata negozieremo il nostro appoggio provvedimento per provvedimento, vogliamo essere protagonisti nella scacchiera europea. La sconfitta di Popolari e Socialisti aprirà a un nuovo modello di Europa”. E proprio in funzione di questo obiettivo, il Movimento 5 Stelle è “focalizzato su una priorità”: formare un nuovo gruppo, indipendente e post-ideologico, nel prossimo Parlamento europeo.