Un venditore ambulante su due è straniero: i dati Confesercenti

A cura di D. F.
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Il 46% degli imprenditori del commercio al dettaglio su area pubblica sono cittadini stranieri: rispetto al 2011 incremento del 4,6%.

Aumentano sempre di più gli stranieri nel commercio a dettaglio su area pubblica. Secondo uno studio condotto da Indis Unioncamere in collaborazione con l'associazione Confesercenti che riunisce gli imprenditori del commercio al dettaglio su area pubblica, quasi un imprenditore su due del settore (il 46,8%) è nato all'estero. Il dato è superiore del 4,6% rispetto a tre anni fa. Così, mentre il resto delle imprese sono condotte per lo più da italiani (solo l'8,2% sono gli stranieri) nel settore del commercio ambulante il dato è in forte controtendenza. Il contributo degli imprenditori nati all'estero è stato indispensabile per consentire al settore di crescere anche durante la crisi: nel biennio 2012-2013, il peggiore della recessione, il commercio su area pubblica è stata l'unica tipologia del commercio a registrare un saldo tra aperture e chiusure di imprese positivo per 6.803 imprese.

Negli ultimi due anni le iscrizione alla categoria da parte degli stranieri sono aumentate veriginosamente, toccando quota 18.775, ovvero il 70% del totale delle nuove attività avviate nel settore. La componente estera è concentrata su poche provenienze geografiche, per lo più collocabili in Africa e in Asia, e nel suo complesso non lascia molto  spazio all'iniziativa imprenditoriale delle donne. Gli imprenditori stranieri sono attivi soprattutto al sud: qui la percentuale di imprese gestite da una persona nata all'estero passa dal 46,8% nazionale al 49,3%. Le imprese su area pubblica rappresentano il 3% del totale delle imprese italiane e nel settore il "tasso di natalità" del 2013 è stato pari al +7,23%

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