L’operazione promossa da Intesa Sanpaolo su Ubi Banca viene considerata, così “come prospettata”, “ostile, non concordata e non coerente con i valori impliciti di Ubi e dunque inaccettabile”. È questa la posizione che emerge dal comunicato del Car, il Comitato azionisti di riferimento del patto di consultazione a cui aderisce quasi il 18% del capitale di Ubi. Con questa nota il patto dei soci storici ha sostanzialmente bocciato l’Ops, l’Offerta pubblica di sottoscrizione, di Intesa Sanpaolo. Nel comunicato si legge ancora: “Ubi è una banca sana, stabile, redditizia, ben gestita per competenze e risorse umane, competitiva e riconosciuta sul mercato di riferimento, realtà centrale per il sistema socio-economico del Paese”.

È Mario Cera, membro del comitato direttivo del Car di Ubi, a spiegare dopo l’incontro di oggi: “Abbiamo pensato molto oggi al personale, alle risorse umane di Ubi, il suo patrimonio è essenzialmente il suo personale. Vogliamo tutelare la banca così com’è, ci teniamo a dirlo anche perché le fondazioni socie di Ubi hanno anche dei contenuti sociali, non è solo il valore delle azioni che conta. Non esiste solo il mercato, esistono anche i territori”.

L’ad di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, intanto si sofferma sull’ipotesi di un eventuale rilancio nel caso in cui il cda di Ubi chieda un aumento di prezzo. Rispondendo a una domanda di Bloomberg Tv afferma: “Non so cosa il board deciderà, sono liberi di decidere quel che è meglio per gli azionisti. Ci sono zero probabilità di aumentare il prezzo di offerta”. Per Messina “questa è un’operazione di mercato. Non ci sono discussioni con i singoli investitori. Saremo felici se aderiranno alla proposta”. A Messina viene chiesto anche se in caso di fallimento dell’offerta di acquisto, Intesa abbia pronto un piano b: “Continueremo col piano a realizzare i nostri risultati. Sono comunque positivo su questa operazioneI, è la replica dell’amministrazione delegato.