Continua lo stallo in Unione europea. Dopo il veto di Ungheria e Polonia al prossimo bilancio pluriennale, a causa del vincolo sullo stato di diritto, anche le risorse del Recovery Fund rimangono al momento bloccate a Bruxelles. Questo significa che gli aiuti economici che l'Unione ha messo in campo per contrastare la crisi innescata dalla pandemia di coronavirus potrebbero tardare. Un ritardo che però molti Stati membri, investiti dalla seconda ondata, non possono permettersi. Secondo la presidente della Banca centrale europea, Christine Lagarde, la seconda ondata di contagi "toccherà severamente l'economia", per cui "il Recovery Fund deve diventare operativo senza ritardi". Ma al momento il pacchetto economico per gli anni 2021-2017, che comprende anche i fondi del Next Generation Eu, è di fatto fermo a Bruxelles.

Varsavia e Budapest hanno deciso di porre il veto al prossimo bilancio pluriennale della Ue, in quanto l'erogazione dei fondi europei è stata vincolata al rispetto dello stato di diritto. Secondo questo meccanismo, in altre parole, gli Stati membri che violano una serie di standard democratici non riceveranno le risorse economiche europee. La situazione è delicata: Paesi come Germania, Francia e Italia hanno condannato l'azione di Polonia e Ungheria, che rischia di penalizzare tutti gli Stati membri, le cui economie hanno bisogno del sostegno europeo per riprendersi dopo l'emergenza Covid. La cancelliera tedesca Angela Merkel ha ribadito che l'Ue è "obbligata a trovare una soluzione".

Al momento questa non sarebbe però all'orizzonte e il veto dei Paesi Visegrad rischia effettivamente di far slittare ulteriormente il Recovery Fund. Ieri, intervenendo davanti alle commissioni del Senato sulla risposta economica al Covid-19, il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, ha commentato: "Confidiamo che le risorse del Recovery Plan arriveranno nel corso del 2021. La tempistica finale dipenderà dalla conclusione del negoziato, ma auspico che il veto di Ungheria e Polonia possa essere superato. Noi comunque lavoriamo in base al calendario ordinario".