Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, punta a placare il dibattito sul Mes sostenendo che sia troppo presto per prendere una decisione e che ogni discussione ora sarebbe inutile, perché prima si deve capire quali siano le reali condizioni con cui verrebbe applicato il fondo salva-stati. Con un lungo post su Facebook, Conte spiega che “discutere adesso se vi saranno o meno altre condizioni oltre a quelle delle spese sanitarie e valutare adesso se all’Italia converrà o meno attivare questa nuova linea di credito significa logorarsi in un dibattito meramente astratto e schematico”. Motivo per cui bisognerà attendere prima di valutare se il Mes cambierà davvero e se possa aver senso applicarlo, solamente nel caso in cui abbia caratteristiche differenti dal “Mes per come finora utilizzato”.

La discussione sul Mes dovrà avvenire in Parlamento, secondo il presidente del Consiglio, che chiede un dibattito “pubblico e trasparente”. Poi alle Camere spetterà l’ultima parola. “Prima di allora potremo disquisire per giorni e settimane, ma inutilmente”, aggiunge Conte. Che parte da un presupposto: “Sul Mes sta lievitando un dibattito che rischia di dividere l’intera Italia secondo opposte tifoserie e rigide contrapposizioni”.

La posizione di Conte sul Mes

Conte ribadisce che la sua posizione sul Mes è stata chiara da subito e che per lui si tratta di un “meccanismo inadeguato e anche insufficiente per reagire a questa sfida epocale. Ha un regolamento pensato per shock asimmetrici e per reagire a tensioni finanziarie riguardanti singoli Paesi. Adesso, invece, siamo di fronte al più grave shock economico affrontato dal dopoguerra ad oggi, che compromette fortemente il tessuto socio-economico europeo. Occorre una risposta forte, unitaria, tempestiva”.

Conte punta a nuovi strumenti per questa crisi economica e sanitaria dettata dal Coronavirus, pur sapendo che altri Paesi si sono “dichiaratamente interessati al Mes”, ma senza condizionali rigide come avviene normalmente, almeno per le spese sanitarie. Il presidente del Consiglio sottolinea che il dibattito in Italia si sta concentrando proprio sulle condizionalità, nonostante il “deciso passo avanti” emerso dall’Eurogruppo con l’esclusione delle condizionalità dalle spese sanitarie.

Conte chiede di aspettare per valutare il Mes

Il presidente del Consiglio sostiene che discuterne ora significherebbe “logorarsi in un dibattito meramente astratto e schematico”. Bisognerà aspettare prima di valutare “se questa nuova linea di credito sarà collegata a meccanismi e procedure diversi da quelli originari. Se vi saranno condizionalità o meno lo giudicheremo alla fine”. Solo alla fine “potremo discutere se quel regolamento è conforme al nostro interesse nazionale. Prima di allora potremo disquisire per giorni e settimane, ma inutilmente”. Conte conclude: “Io, e qui parlo da Presidente del Consiglio e da avvocato, prima di dire se un finanziamento conviene o meno al mio Paese voglio prima battermi perché non abbia, in linea di principio, condizioni vessatorie di alcun tipo. Dopodiché voglio leggere e studiare con attenzione il regolamento contrattuale che condiziona l’erogazione delle somme. Solo allora mi sentirò sicuro di poter esprimere, agli occhi del Paese, una valutazione compiuta e avveduta”.