Si torna a parlare di Mes. In questi giorni il Meccanismo europeo di stabilità, chiamato anche Fondo salva Stati, è tornato al centro dell'attenzione politica e mediatica, rendendosi protagonista del dibattito sulla risposta comunitaria alla crisi economica causata dall'emergenza coronavirus. Mentre l'Unione europea subisce l'impatto della pandemia si cercano gli strumenti per reagire: in questo quadro l'Eurogruppo, il vertice dei ministri delle Finanze dell'Eurozona, ha stabilito che i Paesi in difficoltà possono fare ricorso al Fondo Salva Stati per sostenere la propria economia per tutta la durata dell'emergenza. Una decisione preceduta da settimane di scontri in cui alcuni Paesi membri, in primis l'Italia, si sono opposti tenacemente all'utilizzo del Mes.

Questo non solo ha causato frizioni interne all'Unione europea, ma ha anche innescato le polemiche  a Roma. Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, continua a sostenere che il Mes non sia uno strumento adeguato a fronteggiare la crisi attuale e insiste con l'Ue affinché prenda in considerazione altre iniziative, come gli eurobond: allo stesso tempo, tuttavia, Conte si trova a difendere l'operato del governo all'interno del Paese, attaccato dall'opposizione di Matteo Salvini e Giorgia Meloni, che lo accusano di alto tradimento per aver ceduto sul Mes. Per fare chiarezza rispetto a quanto successo nei giorni scorsi (sia a Roma che a Bruxelles) è necessario rispondere ad alcune domande fondamentali: che cos'è il Mes? Quando è stato creato? Come verrà utilizzato?

Come è nato il Mes?

Il Mes ha una propria pagina web in cui, tra le altre cose, viene ricordato perché è stato creato questo fondo. Bisogna fare un passo indietro: nel 2010 l'Europa, mentre doveva ancora riprendersi dalle difficoltà finanziarie nate nel 2008, si è trovata a fronteggiare una nuova crisi. Quella del debito sovrano. La Grecia fu il primo Paese a chiedere aiuto, trovandosi vicina all'orlo del collasso economico. Nel giugno di quello stesso anno, allora, l'Ue istituì quale soluzione temporanea il Fondo europeo di stabilità finanziaria (EFSF), per poi arrivare, due anni più tardi, a creare il Meccanismo europeo di stabilità.

Il Mes risale quindi al 2012: "Si tratta di una soluzione permanente a un problema reso evidente dalla crisi del debito sovrano: la mancanza di un sostegno per il Paesi dell'Eurozona che perdono l'accesso ai mercati", si legge nel sito. Prima della sua creazione, tre Paesi hanno fatto ricorso all'EFSF: Grecia, Irlanda e Portogallo. Nel 2012 la Spagna è stata il primo Stato a chiedere l'aiuto del Mes, seguita un anno più tardi da Cripro. "Finora l'EFSF e il Mes hanno erogato 254,5 miliardi di euro a cinque paesi. Hanno contribuito a mantenere insieme l'Euro. Hanno dimostrato che i programmi di riforma finanziaria funzionano, e che i Paesi che portano a termine i loro compiti finanziari e strutturali ne emergono più in forma e più predisposti alla crescita economica. Inoltre, questi programmi hanno anche alleggerito l'onere del debito per i Paesi che ricevono prestiti, stabilendo bassi tassi di interesse e allungando i periodi di rimborso. Questi strumenti testimoniano la solidarietà tra i Paesi dell'Eurozona e sono un esempio di come la crisi abbia reso più unita l'Europa", si legge ancora nel sito.

La posizione dell'Italia alla nascita del Mes

In un dossier del Senato che ricostruisce gli eventi precedenti alla nascita del Mes, si specifica che il Fondo Salva-Stati sia stato discusso per la prima volta durante il Consiglio europeo del 28-29 ottobre 2010. L'accordo, dopo una trattativa tra gli Stati membri, è stato raggiunto nel luglio 2011. Il 2 febbraio 2012 è stato firmato il Trattato che ha istituito il Mes. Per rendere ciò possibile, tuttavia, è stato necessario riformare i trattati europei, in particolare quello sul funzionamento unico dell'Ue (Tfue), a cui è stata aggiunta la possibilità per gli Stati membri di istituire appunto "un meccanismo di stabilità da attivare ove indispensabile per salvaguardare la stabilità della zona euro nel suo insieme".

Il disegno di legge Ratifica ed esecuzione del Trattato che istituisce il Meccanismo europeo di stabilità è stato presentato a Palazzo Madama il 3 aprile 2012, durante il governo tecnico di Mario Monti. Il 12 luglio il Senato è stato chiamato a votare, esprimendo parere favorevole. Una settimana più tardi, il 19 luglio, anche la Camera ha ratificato il disegno di legge, concedendo il via libera definitivo. A Montecitorio hanno votato a favore tutti i deputati del Partito democratico, così come la maggioranza dei parlamentari del Popolo della Libertà, guidato da Silvio Berlusconi. Giorgia Meloni, che al tempo occupava ancora i banchi del PdL, era assente. La Lega, di cui all'epoca era segretario Roberto Maroni, fu l'unica a votare contro.

Mes: come funziona il fondo salva Stati

Il Mes costituisce una sorta di paracadute ultimo per gli Stati in dissesto finanziario che ne impedisce, in poche parole, il default. Ma come funziona? Il Mes è sostenuto dagli Stati membri: i Paesi dell'Eurozona versano una quota a questo maxi fondo, messo a disposizione di coloro che ne potrebbero fare richiesta in caso di bisogno. In totale, il Mes dispone di una potenza da 700 miliardi di euro: l'Italia ha sottoscritto il 17,8% del totale. Va precisato che gli Stati sottoscrivono una quota e poi si impegnano a versarla: infatti la somma che dovrebbe erogare l'Italia, in base a quanto stabilito, è di 124,6 miliardi, ma al momento ne sono stati depositati 14.

Ad ogni modo il Mes risulta un fondo iper-capitalizzato, cosa che gli permette di accedere a denaro sui mercati finanziari al miglior tasso possibile. Facciamo un esempio: se un Paese si trovasse nell'impossibilità di rifinanziare il proprio debito, come stava succedendo nella crisi del 2012-2013 a Paesi come la Grecia, scenderebbe in campo il Mes. Se nessuno si fidasse a prestare denaro a un Paese iper-indebitato, condizione che normalmente risulterebbe nel default, ci sarebbe comunque il Mes a erogare denaro a tassi bassissimi.

L'intervento del Mes può avvenire sotto varie forme: si può trattare di un prestito economico, dell'acquisto di titoli di Stato, di programmi di credito precauzionale o di prestiti per la ricapitalizzazione indiretta delle banche. Ma ovviamente ci sono delle condizioni da rispettare. Gli Stati che richiedono l'aiuto del Mes devono poi rispettare un piano di risanamento economico imposto dal Fondo Salva-Stati, specialmente in materia di debito pubblico. In altre parole, per avere accesso al piano di assistenza bisogna sottoscrivere un piano di riassestamento dei conti pubblici, sottoponendoli allo stesso tempo a una serrata analisi di sostenibilità da parte delle istituzioni europee.

Le polemiche sulla riforma del Mes

Il progetto di riforma dell'Ue negli ultimi anni ha interessato anche il Mes. Per la prima volta nel dicembre 2017 la Commissione europea ha presentato una proposta di riforma del Fondo, poi accantonata. Nel 2018, invece il Consiglio europeo ha dato mandato all'Eurogruppo per un accordo di riforma del Meccanismo. Nel giugno 2019 una prima intesa è stata raggiunta e ci si è dati tempo fino a dicembre 2019 per trovare un accordo definitivo. In questo contesto erano scoppiate le prime polemiche tra l'opposizione e Giuseppe Conte in merito: l'ex ministro dell'Interno Salvini aveva accusato il presidente del Consiglio di aver dato il via libera alla riforma del Mes tenendo il Parlamento italiano all'oscuro, definendo allo stesso tempo l'accordo come un grosso problema per i titoli di Stato e i risparmi italiani.

Il leader della Lega aveva affermato che con la riforma il Mes si sarebbe trasformato in un Fondo Ammazza-Stati, in quanto questa avrebbe previsto da un lato più difficoltà nell'accesso al sostegno finanziario, ma dall'altro una maggiore facilità nel richiedere a uno Stato la ristrutturazione del suo debito pubblico. Salvini aveva avvertito che con la riforma il Mes avrebbe acquisito maggior peso politico, denunciando una perdita di sovranità da parte dello Stato in difficoltà.

Cosa ha stabilito l'Eurogruppo sul Meccanismo europeo di stabilità

L'Eurogruppo ha deciso di ricorrere al Mes per fronteggiare la crisi economica: "Paracaduti economici sono attivati nell'Eurozona e nell'Ue. Per quanto riguarda i Paesi Euro, il Mes dispone di strumenti che potranno essere usati, quando necessario, in una modalità idonea allo shock simmetrico causato dal Covid-19", si legge nel testo redatto dai ministri delle Finanze. L'unica condizionalità per l'accesso al fondo Salva-Stati sarà "l'impegno a utilizzare questa linea di credito in ambito domestico per finanziare, direttamente o indirettamente, il sistema sanitario". In altre parole, gli Stati dell'Eurozona potranno richiedere l'aiuto del Mes che, vista la situazione d'emergenza, non imporrà i vincoli che normalmente richiederebbe per l'accesso al Fondo: tuttavia, le risorse che verranno erogate (che potranno corrispondere fino al 2% del Pil del Paese che le richiede) dovranno essere utilizzate in ambito sanitario, o comunque legato all'attuale crisi.

"Non ci sono gli Eurobond che voleva Conte ma c’è il Mes, una drammatica ipoteca sul futuro, sul lavoro e sul risparmio dei nostri figli. Dal 1989 ad oggi l’Italia ha versato all’Europa 140 miliardi, ora per averne a prestito 35 ci mettiamo nelle mani di un sistema di strozzinaggio legalizzato. Oltretutto, senza nessun passaggio in Parlamento, come più volte richiesto dalla Lega", ha commentato Salvini. "Alla fine hanno vinto i diktat di Germania e Olanda, il Governo in questi giorni ha fatto finta di alzare la voce ma, tanto per cambiare, si è piegato ai dogmi nordeuropei. Non permetteremo a nessuno di banchettare sulla nostra Nazione come già successo in Grecia. Lo abbiamo preannunciato e lo ribadiamo: ora Conte, Gualtieri e Di Maio dovranno affrontare il Parlamento, dove Fratelli d'Italia è già schierato per impedire questo atto di alto tradimento verso il popolo italiano", ha invece accusato Meloni.

Da parte sua, Conte, continua ad affermare che la sua posizione sul Mes non sia cambiata, definendolo uno strumento non adatto per rispondere a questa crisi senza precedenti e accusando i Paesi del Nord Europa di non mostrare abbastanza solidarietà. Ai leader dell'opposizione, tuttavia, replica: "Mentono, il Mes c'è già dal 2012. Questo governo non lavora con il favore delle tenebre. Non abbiamo firmato nulla. È una menzogna questa cosa. Le menzogne ci fanno male, perché ci indeboliscono nella trattativa", sottolineando che quella dell'Eurogruppo al momento sia una proposta e ribadendo che l'Italia continuerà a chiedere che vengano considerati gli eurobond.